Tutti gli articoli di Emanuele Belgeri

Lezione del 03 Marzo : Responsabilità Sociale d’Impresa

La giornata del 3 marzo si è aperta con l’intervento di        Angelo Cortesi.

Una delle prime questioni che abbiamo affrontato è il perché sia avvenuta la crisi del 2008: la crisi è stata causata dall’avidità miope dell’uomo, spinta da una teoria economica schizofrenica e antropologicamente riduttiva. Ci ha poi proposto una possibile soluzione, ossia quella di adottare una visione di più ampio respiro e di perseguire il bene comune, ciò permetterebbe di realizzare profitto attraverso la creazione di un valore condiviso. Abbiamo poi riflettuto di come il profitto dovrebbe essere un mezzo e non il fine di un’impresa e di come la massimizzazione del profitto fine a sé stesso abbia creato distorsioni nel tessuto dove opera l’impresa e abbia causato scandali e sfiducia della società civile nelle imprese.

Successivamente ci siamo spostati sul tema della responsabilità. Angelo ci ha chiesto cosa caratterizzasse secondo noi un’azienda responsabile e abbiamo pensato che un’azienda responsabile per essere definita tale debba essere attenta all’ambiente, onesta, rispettosa delle risorse umane, attenta alla formazione dei lavoratori e che tiene conto delle conseguenze delle proprie azioni.

Abbiamo poi riflettuto su come noi pretendiamo che politici, manager e imprenditori siano responsabili, se poi nelle scuole e nelle università non si parla e non si diffonde in generale una cultura di responsabilità.

Infine abbiamo parlato del perché le aziende debbano diventare responsabili: perché il desiderio degli uomini di aumentare le proprie ricchezze senza preoccuparsi degli effetti che sarebbero conseguiti ha causato diverse emergenze. Queste sono quella ambientale come il riscaldamento globale; i disastri ambientali come il caso del Danubio rosso o di Fukushima; il consumo di risorse, infatti ad oggi il 20% degli abitanti consuma l’80% delle risorse mondiali. Abbiamo parlato in aggiunta delle soluzioni che potrebbero essere adottate, prendendo in analisi la teoria della decrescita di Serge Latouche, la teoria delle 8 “R”: rivalutare, ristrutturare, ricontestualizzare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare.

In conclusione di giornata ci ha fatto visita Monsignor Franco Cecchin,

che con delle domande anche provocatorie ha saputo innescare in noi una reazione positiva, ponendoci domande per conoscere meglio la nostra persona. Dapprima ha esordito con “Che senso ha la tua vita?” facendoci capire che nella vita bisogna avere degli obiettivi e che una persona cresce in base agli obiettivi che si pone.

Federica Piloni

Lezione del 24 febbraio – PUBLIC SPEAKING : LE TECNICHE PER UNA PRESENTAZIONE DI SUCCESSO

Il 7° Master Manageriale “Competenza, Convinzione, Cuore” per la gestione delle risorse in azienda organizzato da Lecco100 prosegue alla grande!

Venerdì 24 febbraio la formazione imprenditoriale si è focalizzata su uno degli argomenti più importanti, ma talvolta trascurati o non sufficientemente valorizzati: il Public Speaking.

Ospite relatore di questo appuntamento Domenico Esposito, Commercial Training & Manager presso StanleyBlack&Decker.  In parole più semplici è il responsabile della formazione in uno dei marchi internazionali più importanti per la produzione e la vendita di utensileria e attrezzi utilizzati sul lavoro.

Domenico ci ha presentato nella fase iniziale della giornata la storia, i prodotti e gli obiettivi della sua azienda e del suo ruolo all’interno di questa, già dimostrando in prima persona le sue eccellenti competenze di trainer e relatore.

Grazie ad un percorso guidato, durante la giornata abbiamo ricevuto importanti nozioni, consigli e linee guida per riuscire a realizzare e a comunicare una presentazione efficace, analizzando questa non solo dal punto di vista del momento esclusivo del talk, ma osservando tutti gli elementi che la distinguono prima e dopo.

Una presentazione efficace deve tenere conto infatti non solo del contenuto ma anche della forma con cui questo deve essere comunicato al nostro pubblico, personalizzato sulla base delle persone a cui ci rivolgeremo, insieme ad una serie di fattori e accorgimenti, il tempo a disposizione in primo luogo. La preparazione è inoltre molto importante, nulla viene lasciato al caso: disposizione della sala, attrezzature necessarie, il team che deve essere predisposto per la buona riuscita di una riunione o un talk di successo.

Partendo ad inizio giornata da tre prove di speech tenute da tre fortunati sorteggiati nel gruppo, i quali hanno avuto l’opportunità di presentarsi di fronte al relatore e ai compagni in un tempo di 5 minuti, abbiamo avuto modo di capire in modo diretto quali fattori incidono nel Public Speaking, quali elementi dobbiamo tenere in conto e quali punti migliorare su di noi per poter essere anche noi dei relatori efficaci.

La giornata di formazione in Public Speaking si è rivelata essere un appuntamento assolutamente importante per la creazione di un imprenditore e manager di successo, una giornata che ci ha permesso di acquisire in modo diretto nuove competenze: un grazie a Domenico Esposito di StanleyBlack&Decker per la professionalità e la chiarezza espositiva dimostrata.

Francesco Dell’Oro

Lezione del 18 Febbraio 2017 – Le Mappe Mentali

Terzo appuntamento per il  VII Master manageriale per la gestione delle risorse in azienda  Competenza, Convinzione, Cuore.

Sabato 18 febbraio 2017 Alessio Sperlinga, informatico e formatore, ha introdotto il tema delle Mappe Mentali.

Una qualità non certo trascurabile per qualunque professionista, ma ancor più per un aspirante manager, è senz’altro la capacità di saper memorizzare.

Ma quando le informazioni da assimilare sono numerose o concettualmente molto diverse tra loro, come possiamo ottimizzare il nostro tempo e potenziare la nostra naturale capacità di ricordare?

Sin dal passato,  da Cicerone che promuoveva la tecnica dei loci, efficace principalmente per memorizzare elenchi di parole, a Leonardo da Vinci, pioniere della mappe mentali, molto si è scoperto sulle potenzialità del nostro cervello e sulla capacità di ricordare e rielaborare tutto ciò che apprendiamo ogni giorno.

E’ con Tony Buzan, psicologo inglese, ideatore di strategie e tecniche di apprendimento, nonché  autore di numerosi manuali a tema, che nei primi anni Settanta del Novecento si afferma l’indiscussa efficacia delle Mappe Mentali: strumenti che consentono di ottimizzare i tempi di studio, riducendo considerevolmente il tempo in funzione di una aumentata capacità di rielaborare i contenuti creando legami e collegamenti tra concetti anche molto distanti tra loro.

Ogni mappa mentale è diversa e personale, e ognuno può crearne sempre di nuove adeguandole o combinandole ad altre tecniche di memorizzazione. Buzan insiste molto sulla creatività personale, che va allenata e stimolata sin dall’infanzia, affinché ogni mappa risulti non solo esauriente dal punto di vista dei contenuti, ma anche gradevole da leggere.

Lo psicologo inglese introduce nelle mappe mentali le cosiddette hookwords, le parole – uncino, collegate tra loro da tentacoli colorati a cui abbinare, eventualmente, forme, colori o disegni secondo quanto suggerito da un altro studioso di tecniche di memorizzazione, il prof. J. D. Novak.

Con tutti questi elementi presenti contemporaneamente, la mappa mentale assume forme astratte estremamente variegate. L’esperienza renderà, nel tempo, questo processo sempre più dinamico ed efficiente e, se associate ad una lettura dai ritmi diversificati, con le Mappe Mentali avrete ottenuto  ricetta vincente per potenziare la vostra memoria.

Valentina Pavan

MASTER LECCO100: al via il secondo incontro tra imprenditorialità e comunicazione interpersonale.

Il Master Comportamentale di Management “Competenza, Convinzione, Cuore” organizzato da Lecco100 prosegue!

Venerdì 10 febbraio si è tenuto il secondo incontro della 7° edizione del master, che quest’anno durerà fino a giugno e avrà come tema principale il “Mercato”, nato in Italia nel XII secolo come luogo di scambio merci e trasformatosi poi nel tempo in una vera e propria istituzione sociale.

La giornata si è aperta con un intervento appassionato di Angelo Cortesi, fondatore e imprenditore di Co.El. Srl, azienda leader nella produzione di molle e componenti elastici in tutto il mondo. 

Il suo speech è iniziato con una definizione di “mercato”, tema su cui verterà il master di quest’anno, per poi presentare la storia della sua azienda, un’avventura durata molti anni sino ad oggi, tra successi e periodi di crisi e culminata con un fatturato di alto livello e più di quindici dipendenti.

Angelo è riuscito grazie al suo intervento a tratteggiare le qualità necessarie per fare impresa oggi: tra queste una sensibilità per il rischio, capacità di coordinare e innovare, oltre ad un atteggiamento sempre ottimista e fortemente motivato allo sviluppo della propria idea di progetto. Una lezione particolarmente interessante la presentazione di come Co.El. sia riuscita nel 2008 a uscire da un momento di difficoltà: attraverso la ridefinizione della mission, la flessibilità delle risorse umane ed un costante miglioramento delle competenze, Co.El. ha saputo trasformare la parola “crisi” in “opportunità”, un’opportunità per crescere più di prima e raggiungere risultati ancora più ambiziosi.

La giornata è quindi proseguita con un secondo intervento a cura di Piero Guasco, docente e formatore, il quale dopo aver preso familiarità con i partecipanti ci ha guidati portandoci alla scoperta della comunicazione interpersonale.

Grazie ad un linguaggio chiaro trasmesso attraverso esempi concreti, Piero ha dimostrato quanto le persone e la distanza possano influire sui nostri atteggiamenti e modi di reagire: ognuno di noi è circondato da quella che si potrebbe definire una “botte”, una distanza di sicurezza oltre la quale scattano particolari meccanismi che definiscono le nostre reazioni. Sono talvolta piccoli dettagli e accorgimenti che definiscono infatti il nostro rapporto con altre persone: uno sguardo, una stretta di mano, una variazione di un gesto abituale. L’intervento è culminato con un’interessantissima analisi della “prima impressione“, dimostrando come il successo di una buona presentazione possa essere riassunto nell’acronimo C.I.A.O., ovvero collegare, informare, apprezzare e ottimismo. Grazie infine al “mercato delle carte” noi studenti del Master Lecco100 abbiamo potuto studiare attraverso un piccolo gioco la nostra personalità per capire come con lo stesso metodo si possano scegliere collaboratori validi per la nostra impresa, bilanciando qualità e personalità in modo eterogeneo e analitico.

Francesco Dell’Oro

 

Partenza del Master 2017. Cinque illustri ospiti portano la loro testimonianza

E’  partita la settima edizione del Master Comportamentale di            Management “Competenza, Convinzione, Cuore”.                                                                                                                                                             La mattinata è iniziata con l’intervento di Walter Cortiana, titolare insieme al fratello della “3C Catene” a Maggianico. Impresa artigianale che produce catene rigororsamente Made in Italy, leader nel suo settore.

   

Cortiana ci ha parlato della sua azienda, fondata dal padre insieme ad un socio , raccontandoci di come per lui e per il fratello, come a suo tempo per il padre, il rapporto umano sia fondamentale per costruire una strategia di successo. Un ambiente lavorativo che rispetta i bisogni e le persone, permette a tutti di crescere insieme e di ottenere grandi risultati anche attraverso la voglia di imparare.

Il secondo relatore è stato Massimo Giupponi, il Direttore Generale della ATS a capo dei distretti di Lecco, Monza e Vimercate.

Ci ha reso partecipi della sua esperienza lavorativa e di quello che è riuscito ad ottenere con determinazione e voglia di mettersi in gioco. Ha poi spiegato il Progetto PRESST che partirà questo mese con l’esperienza pilota della Valsassina.  Una collaborazione tra ATS, comuni, medici di base, farmacisti e volontari Auser per migliorare il welfare del territorio.                                                                                                   “Se vuoi attivare un processo di cambiamento, devi sapere dove vuoi arrivare, avere chiari gli obiettivi e le competenze per farlo, collaborando con gli altri, avendo il coraggio di metterti in discussione e sfruttando le tue capacità in funzione delle ragioni del tuo operato” .

La mattina si è conclusa con l’intervento  dell’         Ing. Giovanni Pastorino, imprenditore lecchese a capo della Deltacalor di Calolzio, che produce radiatori di design e scaldasalviette distribuiti in tutto il mondo.

L’Ing. Pastorino ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della capacità di adeguarsi ai cambiamenti e della differenziazione del proprio prodotto. Andare ad aggredire il  mercato e la concorrenza con prodotti sempre al passo con i tempi e che comprendono attrezzature produttive all’avanguardia.                                                            Un aneddoto per capire la loro cultura organizzativa : Pastorino tiene le riunioni con i rappresentanti delle diverse funzioni aziendali in una tavola rotonda dove tutti sono liberi di esprimere la propria opinione in merito all’argomento trattato, in modo che possano sentirsi a proprio agio e possano fornire un contributo importante.

Il pomeriggio è iniziato con con la testimonianza di Mariangela Tentori, Cittadina Benemerita lecchese, titolare dell’omonimo studio di comunicazione.

La sua passione per la letteratura, quella manzoniana in particolare, si è trasformata in un progetto su più fronti, sempre legato all’editoria, attraverso la realizzazione di libri come “La leggenda della Grigna” parte del cui ricavato andrà ad una Onlus e i “Promessi Sposi a fumetti” per il quale ha ottenuto il riconoscimento lecchese.                                                                                                                                         Il messaggio della dott.sa Tentori è legato alla cultura e alla valorizzazione del territorio lecchese che sta cercando di sviluppare attraverso “M@nzoni Social“, il diario scolastico che stimola l’apprendimento all’interno delle scuole. Piccole guide che raccontano, illustrandoli, i percorsi manzoniani, sia quelli lacustri che quelli montani.

L’ultima testimonianza della giornata è stata quella del dott. Antonio Peccati, presidente di ConfCommercio Lecco e manager di un importante istituto finanziario internazionale, dove gestisce più di 700 promotori finanziari in tutta Italia.

Peccati grande appassionato di montagna ed ex atleta di alpinismo, ci ha portato l’esempio della corda in una scalata e del suo duplice valore. La corda per chi sta salendo rappresenta il filo tra la vita e la morte, collegato a chi sta sotto; per chi la tiene dal basso rappresenta uno strumento per capire la situazione dell’arrampicatore, se tutto procede per il meglio o se si trova in difficoltà. La corda pur essendo una esperienza di vita vissuta è anche una metafora : bisogna fare squadra e imparare a fidarsi degli altri per raggiungere i risultati che si ottengono anche attraverso l’abnegazione e la passione per quello che si fa.                                              Ha infine spiegato il focus e gli sforzi che ConfCommercio sta approntando per sviluppare a Lecco turismo con progettualità.

Durante la giornata sono intervenuti anche l’ing. Maria Celeste Dossi, partecipante al Master 2015, che ha testimoniato come per lei questo Master abbia rappresentato un importante cambiamento di vita e Piero Guasco, uno dei formatori che ci accompagnerà e guiderà nei prossimi mesi.

Matteo Piffaretti

Lezione del 25-05. Leadership, Collaborazione e Networking.

Il primo ospite della giornata di Venerdi 20 maggio è stato il          Maggiore Gaetano La Rocca, Comandante dell’ Arma dei       Carabinieri di Lecco, che ha raccontato la propria carriera, presentando la distribuzione dei diversi gradi e l’organizzazione nel corpo dell’arma. E’ stato interessante ascoltare come avviene la suddivisioni dei ruoli e i relativi compiti da svolgere all’interno di una caserma e di quante responsabilità bisogna prendersi a carico per espletare il proprio lavoro in modo corretto.

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Durante il suo intervento che aveva come tema centrale la       “Leadership” ne é stato proposto  un concetto, ovvero: un processo volto a influenzare un gruppo per il conseguimento di un obiettivo comune, aggregando consenso e condivisione. E’ fondamentale mantenere, rafforzare il gruppo e conseguire gli scopi prefissati.

Un Leader possiede carisma, ha fiducia nei propri collaboratori che si aiutano a vicenda a rialzarsi, è fiducioso e sa cosa significa l’importanza delle fede (non in campo religioso) e di dare l’esempio, inspirare gli altri o essere inspirato. Essere umile soprattutto ad imparare perché la formazione è constante in quanto strettamente connessa ad affrontare il cambiamento.

La gestione del cambiamento è intrinseca nella crescita ed affrontarla in maniera proattiva permette di prevedere il mutamento, anticipandolo. Il comportamento proattivo è fondato sulla comprensione della realtà, l’ascolto degli altri, la diagnosi dei problemi e il governo del rischio. L’energia del gruppo deve spingersi verso la soluzione, allontanandosi dai problemi. La chiave del dialogo è la comunicazione pragmatica: chiedere e persuadere anziché minacciare e forzare. L’impegno è sempre ben pagato e deve portare ad un risultato equilibrando queste due parti alla fine ci si arriva.

Il secondo ospite della mattinata è stato l’Amministratore Delegato della Techno Trade Group : Franco Paltani che ha illustrato il “Progetto di Aggregazione TTG”.  L’apertura dell’intervento è stata ad effetto: di fondamentale importanza è la relazione perché è questa che fa fare carriera.

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TTG è una sigla che racchiude gli aims del progetto ovvero diversi concetti quali:         -difesa del territorio – dimensioni medie – stock e liquidità – margini – marketing          – modello di business.

Alla base serve una mentalità forte e diversa soprattutto durante la crisi.

Ed è stata proprio questa ad avere la meglio alla nascita di questo progetto: avere fiducia nel futuro, se si vuole crescere bisogna investire. La strategia di base del TTG è il rafforzamento strutturale: -condivisione degli stock  – strutturazione del marketing –  nuove politiche di relazione coi fornitori  – allargamento della gamma dei prodotti –  mantenere marchio privato.

I partners di questo progetto non sono visti come concorrenti o nemici ma come amici, non concorrenti e colleghi: la relazione è fondamentale in queste condizioni. La strategia alla base del progetto TTG è che da bottega distributiva si è passati ad azienda distributiva. Serve professionalità, competenze e pazienza.

Il tutto si è concluso con una celebre citazione di Seneca “La fortuna non esiste. E’ solo il momento in cui il talento incontra l’opportunità.”

Nel primo pomeriggio abbiamo seguito la testimonianza del Direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti che ha inquadrato ed illustrato un tema oramai dibattuto quotidianamente: “La sfida delle migrazioni” .gualzetti

Ci è stata posta una domanda: “Cosa c’è in gioco?”: siamo di fronte ad un cambio di paradigma, il mondo è cambiato, non possiamo sottrarci all’immigrazione. L’Europa è diventata la prima destinataria. La rabbia o la commozione non servono, ma occorre attrezzarsi attraverso la conoscenza delle cause e la comprensione del fenomeno con competenza e progettazione attraverso un’azione coerente anche in situazioni di emergenza. Viviamo oramai in un mondo globalizzato: 1 miliardo di persone si spostano ogni anno per viaggi di piacere.

In Italia vivono 5 milioni di immigrati su 60 milioni di abitanti e non mancano caratterizzazioni disumanizzanti come: i clandestini che rappresentano l’immigrato come un problema anche se in realtà sono una risorsa e ne abbiamo bisogno. Rappresentano una risorsa economica anziché un costo.

Si è concluso questo intervento con un consiglio rivolto alla società: Leggere la mobilità come sfida per crescere verso la pace e relazioni più giuste non solo paura e xenofobia, ma solidarietà e bene comune. Bisogna imparare a costruire ponti non muri: o integrazione o integralismi ed avere più speranza anziché paura come ce l’hanno loro che affrontano un viaggio del genere.

L’ultimo ospite della giornata è stato Walter Cortiana che lavora con suo fratello come artigiano nella propria azienda a conduzione familiare, 3C Catene: produce catene di alta qualità, made in Italy.Cortiana_Lecco100

Per far fronte ai cambiamenti, dal 2000 hanno iniziato a cambiare mentalità entrando a far parte di una rete d’imprese. L’obiettivo primario è stato lo scambio di esperienze lavorative poi in secondo luogo i rapporti hanno iniziato ad accrescere ed ora ben 5 imprese lecchesi ne fanno parte. Condividono gli stessi valori, principi ed   un “obiettivo comune”: andare su mercati che difficilmente sarebbero raggiungibili singolarmente ad esempio Brasile, Russia, Magreb,.. Il motore di tutto ciò è il saper continuare a reinventarsi per andare avanti.

In conclusione al suo intervento Walter ci ha lasciato un consiglio davvero prezioso:  trovare un lavoro che permetta di costruire un bagaglio di competenze per affrontare il futuro.

Lezione del 13 maggio. Una “self made woman”, un “no comfort” man ed i colloqui di lavoro 2° parte – la ricerca del lavoro “perduto”

La mattinata del 13 Maggio si è aperta con la testimonianza dell’imprenditrice Loretta Lazzarini, che, ripercorrendo la propria storia professionale e personale, ha elettrizzato i partecipanti del master con il suo entusiasmo e la sua energia.

foto LORETTA LAZZARINI
In una situazione lavorativa confusa e senza indicazioni come quella attuale, la voce di Loretta ha dato una direzione forte e chiara.
Ciò che da sempre l’ha contraddistinta nell’arco degli anni sono stati l’entusiasmo, l’ambizione, la voglia di approfondire e di accrescere le proprie conoscenze.
Dopo aver lavorato per 15 anni presso un’impresa edile, decide di scommettere su se stessa e avvia quindi la propria attività, con l’obiettivo di occuparsi a 360° del mondo immobiliare.
Loretta ci ha dimostrato attraverso i fatti che il segreto del suo successo è stato prettamente dato dalla volontà di sfidare continuamente se stessa e dal porsi obiettivi sempre più alti, tutti organizzati con un’ottima strategia -ossia con un metodo- ed un’efficiente gestione del tempo.

E’ attraverso l’impegno nel lavoro, infatti, che riesce ad emergere il nostro talento. E’ all’interno di un progetto che le abilità diventano competenze e si acquisisce consapevolezza e fiducia nelle proprie forze.
L’onestà nei confronti dei clienti e dei collaboratori è inoltre la base fondamentale che permette sul lungo periodo ad un’impresa di farsi un buon nome e di essere considerata seria, affidabile e trasparente.
Un’altra stella fissa di Loretta è la formazione continua, una persona istruita infatti amplia le sue prospettive ed acquisisce professionalità sempre più specifica. Per questo è essenziale che parte del tempo e delle risorse siano investite nella ricerca di formatori eccellenti e nel caso di Loretta, il metodo Mike Ferry è stato una rivoluzione, che l’ha portata a veder crescere vertiginosamente il suo volume d’affari.
Fortemente impegnata in politica e madre di due splendidi ragazzi, Loretta è attualmente presidentessa delle donne imprenditrici della Camera di Commercio di Lecco ed ha sottolineato l’importante apporto delle donne nel campo lavorativo, dando in prima persona l’esempio.
“Non sono una superwoman” ha fatto notare verso la fine Loretta. Anche a lei infatti la vita ha riservato dei momenti difficili che ha affrontato con l’importante sostegno dei familiari e del marito.  Le crisi inoltre, in una prospettiva più ampia, devono essere fronteggiate con prontezza e disposizione al cambiamento, sapendo di poter contare sui propri traguardi raggiunti con sforzo ed impegno e anche con  eleganza e  stile.
La testimonianza successiva è venuta da Giuseppe Brusadelli, imprenditore che per la prima volta ha dato il proprio contributo al master Lecco100.

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Giuseppe, laureato dapprima in economia e poi impiegato in banca, decide ad un certo punto di uscire dalla propria “zona comfort”, compiendo il grande passo dell’attività in proprio.
Apre così lo StudioBrusadelli che offre servizio di consulenza finanziaria alle piccole e medie imprese.

Abbiamo parlato di Businnes Plan, ossia del documento attraverso cui viene presentato il piano di fattibilità. Grazie al piano di fattibilità l’azienda riesce ad ottenere una serie di dati utili a portare avanti i propri progetti e sopratutto ad ottenere finanziamenti.
In seguito alla crisi, infatti, l’ambiente bancario è diventato sempre più reticente a concedere prestiti e richiede garanzie sempre più solide e dettagliate. Per questo è utile saper “parlare” il linguaggio numerico richiesto dalle banche e presentarsi già preparati rispetto ai dati e alle documentazioni necessarie per poter dare credibilità e sostenibilità al proprio progetto.
Di seguito alla spiegazione tecnica, Giuseppe ha sottolineato l’importanza del mettere in campo le nuove idee e del necessario lavoro di network attraverso portali come facebook o linkedin che ci permettono di sviluppare un “personal branding” competitivo.
Giuseppe Brusadelli inoltre ha messo l’accento sul continuo aggiornamento professionale nelle proprie aree di competenza attraverso podcast, libri, materiali online, eventi e conferenze.  Conoscenze che lui stesso ha provveduto a condividere nel suo blog http://farenumeri.it, di cui recentemente la pagina facebook ha “fatto i numeri” di 100 like.

 

Nel pomeriggio Mario Attilio Ostidich ha proseguito con la tematica cominciata la settimana precedente riguardo i colloqui di lavoro.
Inizialmente è stata avviata un’esercitazione di autoanalisi che ha visto alcuni dei partecipanti del master parlare delle proprie esperienze passate o attuali in campo lavorativo. Durante il dialogo aperto l’accento è stato messo sui valori-guida che spingono una persona a non demordere, ad affrontare le difficoltà e a fare sacrifici in vista di un obiettivo maggiore come la realizzazione personale o la volontà di creare una famiglia.

In seguito abbiamo analizzato alcuni esempi di “lettera d’accompagnamento” e di curriculum vitae, commentandone i pregi e le carenze e cercando di metterci dal punto di vista di un selezionatore di personale.
In seguito il signor Ostidich, vestendo “i panni” di un giovane d’oggi in cerca di lavoro, ha effettuato delle ricerche statistiche per tentare di definire le migliori scuole ed università italiane, le città autoctone o europee in cui si vive meglio, i lavori meglio retribuiti ed i paesi in cui la differenza di retribuzione tra uomo e donna è minima.
Dal punto di vista di una persona che ha avuto molti anni di esperienza, Mario Ostidich ritiene che il mondo odierno sia pieno di possibilità e che al fondo di tutto ci deve essere la persona, tesa ad un continuo miglioramento sia dal punto di vista attivo, sia dal punto di vista ricettivo.
Un validissimo esempio di come l’esperienza possa essere fonte di ispirazione e l’anzianità possa essere intesa come un valore e come un’utile guida per le nuove generazioni.
Luna Dell’Oro

Lezione del 06 Maggio. LA MEDIAZIONE ED I COLLOQUI DI LAVORO – 1° parte

La giornata del 06 maggio 2016 si apre con l’intervento del Dott. Commercialista Massimiliano Ferrari per affrontare il tema della mediazione. Dopo una breve presentazione in cui il docente sottolinea quali sono le aree in cui si trova ad operare, tra cui vi è quello della mediazione, si entra nel vivo del tema.

Il termine mediazione in senso generale lo si può attribuire a molti ambiti, da quello legale alla linguistica; ciò di cui ci siamo occupati durante la giornata di master si riferisce al primo. Per prima cosa sono state introdotte le PROCEDURE STRAGIUDIZIALI DELLE CONTROVERSIE . Infatti due persone in conflitto possono mettersi d’accordo senza ricorrere al giudizio: in questo caso si parla di MEDIAZIONE CIVILE o COMMERCIALE, un tempo indicata con il termine CONCILIAZIONE. Solo dal 2010 con il termine CONCILIAZIONE si inizierà ad indicare l’accordo, frutto della mediazione.

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Il meccanismo della mediazione necessita di una terza parte: il MEDIATORE. Per capire meglio chi sia e quali siano le sue mansioni occorre precisare che non si tratta né di un ARBITRO né di un GIUDICE.

Può essere utile evidenziare quali sono le caratteristiche del buon mediatore:

  • inizia presentandosi e dicendo qual è il suo ruolo, sottolineando che è assolutamente NEUTRALE;
  • per dare maggior solidità a favore della sua neutralità NON DEVE MAI DARE RAGIONE a una delle due parti;
  • deve stare molto attento anche alla COMUNICAZIONE NON-VERBALE : non annuire, non stare troppo avanti o indietro col busto sol per citare alcuni esempi;
  • deve dare lo stesso tempo per esporre i fatti ad entrambe le parti;
  • deve fare molte domande aperte;
  • cerca di mettere a loro agio le parti poiché lasciarle sfogare spesso è necessario per arrivare ad un accordo;
  • deve specificare che tutto ciò che succede in sede di mediazione è assolutamente riservato e inutilizzabile in qualsiasi altra sede in modo da rendere più tranquille le due parti;
  • cerca di aiutarle lasciandole parlare liberamente e ALLARGANDO GLI ARGOMENTI, ovvero collegandosi ad argomenti non direttamente legati alla disputa ma che possono rivelarsi fondamentali per la sua risoluzione ( cosa che non è possibile fare in giudizio);
  • se necessario può sentire le parti separatamente ( ovviamente entrambe ) e utilizzare ciò che è emerso per aiutarle a trovare un accordo solo nel caso in cui le parti autorizzino il mediatore a esplicitare ciò che è emerso nel colloquio separato;
  • deve cercare di mettere in evidenza i LATI POSITIVI;
  • NON DECIDE ma semplicemente FACILITA le parti a poter decidere come risolvere la lite; è questo il principale elemento che li differenzia da un giudice o arbitro che invece emetto una sentenza;
  • utilizza TECNICHE DI MEDIAZIONE ;

La MEDIAZIONE è più vantaggiosa se paragonata al giudizio in quanto presenta :

  • tempi e costi ridotti;
  • una ridotta burocrazia;
  • dopo un tentativo di mediazione si può comunque andare in tribunale;
  • approccio a 360° ;
  • cerca soluzioni condivise;
  • crea accordi duraturi;

Occorre precisare cosa si intende per ‘approccio a 360°’ : significa, attraverso le tecniche della mediazione, spostare le parti dalla POSIZIONE, quello che emerge, all’INTERESSE, ossia quello che davvero vogliono ottenere ; se risulta che l’interesse per entrambe le parti è il medesimo generalmente è molto difficile risolvere la controversia.

Quella che è stata appena descritta è la MEDIAZIONE CIVILE, che può essere FACILITATIVA oppure VALUTATIVA. In questo secondo caso il mediatore cerca di suggerire una soluzione o di dare un consiglio, cosa assente nel primo caso.

Un altro tipo di mediazione è quella TRIBUTARIA: questa riguarda soluzioni che coinvolgono il fisco e infatti si parla di CONTENZIOSO FISCALE. Generalmente quando si ha un RECLAMO si procede o con l’annullamento dell’atto oppure con una MEDIAZIONE TRIBUTARIA, all’interno del contenzioso fiscale che si occupa di gestire i problemi con l’agenzia delle entrate, equitalia ed altri organi simili.

In  questo tipo di mediazione quindi le due parti risultano essere lo STATO e il CONTRIBUENTE, e lo scopo risulta essere lo stesso di quella civile, ossia cercare di trovare una soluzione senza arrivare al tribunale. Sebbene si chiami mediazione non vi è in questo caso un vero e proprio mediatore ma semplicemente le due  parti. Per questo motivo il dott. Ferrari ha cercato di evidenziare quali caratteristiche della mediazione civile potessero essere portare a quella tributaria al fine di migliorarla; prima fra tutte la possibilità di spostare il fisco dalla posizione all’interesse.

Il pomeriggio invece ha visto come protagonista  il dott. Mario Attilio Ostidich che ha affrontato il tema dei colloqui di lavoro.  Per prima cosa è stato evidenziata la differenza tra OCCUPAZIONE ed OCCUPABILITA’ (EMPLOYABILITY): la prima si riferisce al lavoro mentre la seconda rappresenta la capacità di trovare, mantenere e cambiare un posto di lavoro rimanendo sempre sulla “cresta dell’onda”.

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Entrando più nel merito della questione il dott. Ostidich si sofferma sulla valutazione dei CV: essi ormai si presentano scadenti, tutti uguali o molto simili (colpa dei formati europei), con informazioni fasulle in cui ci si vende come “fotomodelle disposte a tutto” ; la mancanza di sincerità rappresenta il problema principale.

CV e colloqui d’altronde sono ancora il mezzo per assumere più utilizzato anche se  oggi i social sono moto importanti: la reputazione in rete è fondamentale, costruirsi un buon profilo linkedin ad esempio può aiutare molto. Bisogna quindi evitare di pubblicare sui social network tutto ciò che potrebbe compromettere una carriera professionale.

Il problema  reale è trovare la propria identità e riuscire a comunicarla con comportamenti e modi di fare.

Andare a  cercare lavoro difatti è un lavoro di marketing: riesco se ho un prodotto di qualità soddisfacente in rapporto al mercato, ovvero che sappia rispondere alle esigenze della domanda.

Dopo questa panoramica generale il dott. Ostidich evidenzia come agisce un buon selezionatore :

  • scartare i piantagrane perché moltiplicano i problemi;
  • non assumere persone troppo insicure, nemmeno se brave, perché fanno perdere tempo;
  • non assumere persone troppo sicure di sé perché tendono ad essere troppo autonome e non si coordinano con gli altri;
  • a seconda del tipo di lavoro cerca una persona che abbia quelle caratteristiche, come ad esempio creatività piuttosto che meticolosità;

Colui che cerca lavoro invece deve:

  • essere sincero;
  • dare del Lei;
  • non dire mai “mi va bene qualsiasi cosa”;
  • mostrare sempre garbo, orgoglio, dignità senza però essere aggressivi o arroganti;
  • trovare le motivazioni;
  • essere puntuale e curato nell’abbigliamento;
  • salutare dando la mano con garbo;
  • ascoltare;
  • controllare la gestualità;
  • mostrare di conoscere l’azienda in cui si vorrebbe entrare a lavorare;
  • limitare l’ansia;

Nel mondo del lavoro le azienda usano strumenti e consuetudini che non insegna l’università; per questo motivo ci vuole:

  • volontà di capire;
  • capacità di agire con entusiasmo, volontà e prudenza;
  • mantenere dei buoni rapporti interpersonali;

Al lavoro bisogna starci 8 ore al girono e quindi se non ci si trova bene diventa pesante.

La giornata si conclude riprendendo il concetto con cui si era aperto il pomeriggio : OCCUPAZIONE VS OCCUPABILITA’, passando attraverso temi collegati al tema del lavoro come quello della crisi.