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Lecco 100 e la sfida della formazione online agli adolescenti

Negli ultimi anni abbiamo svolto lezioni durante il master Lecco 100 unendo i nostri allievi ai ragazzi dell’istituto Bertacchi di Lecco, classi terze e quarte, Abbiamo provato ad avere 80 persone in aula, con il supporto degli insegnanti.

Con l’avvento della pandemia abbiamo ripreparato tutta la formazione per essere svolta online.

Per i formatori come me è stata solo una bella sfida, ma per gli imprenditori e i testimonial è stato un momento difficile e si sono spaventati. Dopo qualche tempo, si sono adattati.

Con l’inizio dell’anno scolastico ci siamo sfidati a fare lezione online ai ragazzi delle terze e delle quarte dell’Istituto Bertacchi di Lecco, una classe alla volta, con la piattaforma Team di Google.

All’atto pratico abbiamo svolto la prima lezione, il primo giorno di scuola, per riscaldarci con una sfida difficile.

Le nostre lezioni entrano nel programma di alternanza della scuola, e gli argomenti sono:

  • Aumentare la sicurezza informatica personale
  • Apprendere al meglio le mappe mentali
  • Risolvere problemi con tecniche di creatività
  • Strumenti per definire e pianificare il nostro futuro
    Abbiamo anche un imprenditore nel nostro gruppo, Angelo Cortesi, che svolge una lezione in presenza, trattando il tema del lavoro e dell’economia civile.

II motivi per cui proponiamo questi argomenti sono:

  • La sicurezza informatica personale è diventata necessaria perché viviamo in simbiosi con smartphone e computer,
  • Le mappe servono per gestire informazioni efficacemente,
  • la gestione dell’obiettivo serve per far uscire le domande e i desideri sul loro futuro e predisporli a gestire gli ostacoli,
  • le tecniche di creatività servono per aumentare la resilienza,
  • l’economia civile è un modo di pensare che mette al centro le persone nell’ambito economico.

Ogni classe è con noi per 3 o 4 mezze giornate, in un percorso nel quale in poco tempo impariamo a conoscerci:

  • La scuola fornisce un accesso a Google Meet, l’elenco degli allievi e una mail per contattarli.
  • I ragazzi ricevono l’invito via mail a partire da un calendario delle lezioni in Google.
  • La prima azione è l’appello, come in aula. C’è sempre qualcuno che arriva in ritardo o che ha problemi di connessione, mediamente una volta su due c’è un problema tecnico, ma basta insistere e ricollegarsi.

Alcuni paradossi sono che potremmo incontrarci per strada e non riconoscerci e che i nuovi arrivati nelle classi non possono conoscere i loro compagni fino alla prima lezione in presenza.

Nelle due settimane che abbiamo vissuto abbiamo già visto che le lezioni possono essere svolte con discreti risultati,

  • cercando di variare il ritmo durante la lezione, introducendo filmati ed esercizi,
  • intervistando alternativamente tutti per confortarci con un po’ di partecipazione,
  • provando esercizi in cui i ragazzi usano WhatsApp o altro per formare piccoli gruppi,
  • provando anche esercizi dove uno alla volta rispondano a voce, ad esempio imparando il brainstorming,
  • sostituendo i riferimenti bibliografici con quelli di serie tv o fumetti dove possibile.
mappe mentali
corso mappe mentali

Nel caso specifico le lezioni hanno dei collegamenti e dei richiami.
Ad esempio, il primo giorno parliamo di sicurezza informatica personale, la privacy su internet che riguarda la nostra identità e la relazione fra fiducia, responsabilità, social network e connessione permanente a smartphone che tracciano ogni nostra azione e ci profilano per proporre pubblicità e vendere prodotti. Questo introduce al fatto che ci serviranno preparazione e creatività per difenderci.
il secondo giorno quando impariamo a fare le mappe mentali introduciamo il concetto che impareremo ad usare la nostra mente in un modo diverso, per avere qualche strumento in più in noi, quando ci troviamo in difficoltà. In un esercizio ognuno mappa il suo hobby ed il terzo giorno, nel gioco di gruppo sulla soluzione di un problema si rivelano le relazioni sociali presenti in aula.
Il terzo giorno facciamo notare che abbiamo accumulato queste informazioni e che si riferiscono alla sicurezza personale.

Il bilancio è positivo, i feedback dei ragazzi e della scuola sono mail di ringraziamento per l’approccio e il servizio e la soddisfazione dei formatori è alta, insomma si può fare 🙂

Lezione del 6 marzo – Strumenti di progettazione

La lezione del 6 marzo si svolge, per cause di forza maggiore, in via telematica ed è tenuta dalla Life Coach Cristina Pedretti.

Cristina Pedretti

La dott.sa Pedretti apre la lezione presentando velocemente lo strumento che stiamo usando per connetterci: si tratta di Zoom, un servizio di Cloud computing che offre servizi di conferenza remota utilizzato spesso nelle sue sessioni di coaching individuale ma che può essere gratuitamente anche per sessioni di gruppo di 40 minuti come le nostre. La lezione mattutina si svolgerà in tre sessioni.

La prima sessione si apre con un giro di presentazione di tutti gli alunni del Master. In seguito anche Cristina si presenta e racconta l’evoluzione della sua vita a partire dal momento in cui ha frequentato il Master Lecco100 utilizzando l’originale metodo della “Borsa dei ricordi”. Cristina fa passare davanti allo schermo diversi oggetti che la rappresentano o sono importanti per lei (scarpa col tacco, foto del matrimonio, lattina, tesina di maturità, pubblicazione con affreschi, spillina di Apple, libro PNL), ogni alunno sceglie quello che lo incuriosisce di più e Cristina racconta la storia legata a quell’oggetto.

La seconda sessione è invece dedicata al racconto da parte della life coach della nascita e dell’evoluzione del suo progetto “Chiacchiere da Venere” sottolineando come utilizzare gli strumenti di progettazione.

In primo luogo la dott.ssa Pedretti sottolinea che se vogliamo realizzarci è importante avere una visione chiara su chi siamo e su dove vogliamo arrivare.

L’idea di “Chiacchiere da Venere” nasce nell’agosto del 2016 come raccolta di interviste su temi femminili, ampliandosi poi con la creazione di un blog, un podcast, un sito web e un canale Youtube elaborati con grande attenzione alle modalità comunicative. Cristina sottolinea che ad un certo punto del suo percorso ha capito che il suo obiettivo finale non era più solo quello della divulgazione, ma quello di diventare una personal coach per aiutare le donne nella realizzazione di sé. Per questo motivo chiaramente la sua strategia è cambiata, abbandonando per esempio gli investimenti in social network, ma lavorando sulla sua immagine attraverso il personal branding e la brand awareness. Il suo progetto in questo modo è maturato arrivando ad essere la sua attività principale nella quale promuove anche eventi e percorsi di coaching personalizzati.

Cristina offre una panoramica sui risultati ottenuti nei vari anni dalla sua attività in termini di visibilità (followers, visite al sito, iscrizioni alla newsletter e acquisto infoprodotti) e i suoi progetti futuri, strategie di crescita e nuovi obiettivi.

A questo punto la life coach introduce uno strumento molto utile, utilizzato anche da lei per la realizzazione dei progetti: il Business Model Canvas (BMC). Tale strumento consiste in uno schema che permette di ragionare su una nuova attività e che offre una visione complessiva cioè di tutti gli aspetti del progetto.

L’esperta consiglia, per chi è interessato, la lettura del libro “Creare modelli di business” di Alexander Osterwalder e Yves Pigneur che approfondisce l’argomento.

Cristina spiega che spesso i bandi europei e non solo (che saranno trattati nella terza sessione) ricalcano il modello del BMC e mostra agli alunni un progetto da lei scritto per la partecipazione ad un bando.

La life coach sottolinea che in generale quando si partecipa ad un bando è importante essere focalizzati e riprendere, nella risposta, gli elementi presenti nella domanda. Altri elementi da avere ben chiari sono anche:

  • criteri formali – l’eleggibilità del destinatario,
  • il budget di riferimento,
  • la calendarizzazione
  • le procedure di valutazione dei risultati che si intendono mettere in atto
  • le risorse a disposizione (partner chiave, attività chiave, canali…).

Infine Cristina ricorda che, per la buona riuscita di un progetto, oltre all’idea creativa e ai contenuti è importante anche avere una certa gestione contabile.

La terza ed ultima sessione mattutina viene poi dedicata agli strumenti di progettazione per l’accesso ai bandi gestiti dall’Unione Europea, in particolare attraverso il Project Cycle Management, ovvero la gestione del ciclo del progetto (vedi figura)

Cristina infatti è un’esperta anche in questo campo avendo frequentato un apposito master.

Il PCM è un format ideato dall’UE negli anni 90 come modello di riferimento univoco per la progettazione da parte di soggetti pubblici e privati con lo scopo di fornire alcuni standard per rendere più efficaci gli interventi di progettazione, capitalizzando al massimo gli investimenti della Commissione Europea sullo sviluppo dei paesi membri dell’UE.

Dopo aver analizzato l’iter procedurale, ponendo l’attenzione sulle caratteristiche delle varie fasi e sui soggetti coinvolti, l’intervento si è soffermato sulle principali caratteristiche che un buon progetto dovrebbe avere, ossia:

  • la pertinenza,
  • la fattibilità
  • la sostenibilità (e autosostenibilità anche a lungo termine quando non vi è più il finanziamento).

Cristina sottolinea che per creare un progetto bisogna partire da un problema concreto e presente, focalizzandosi anche sui reali bisogni dei destinatari, per poi creare una gerarchia di cause e conseguenze.  Lo strumento consigliato dalla dottoressa Pedretti per mantenersi focalizzati è l’“albero dei problemi” che consiste nel partire da un macro-problema reale analizzandolo attraverso la tecnica del brainstorming per individuarne sotto-problematiche, cause e conseguenze.

In seguito lo schema creatosi attraverso questa attività di pensiero è sottoposto ad un cambiamento di prospettiva, un ribaltamento, divenendo “albero degli obiettivi”, obiettivi sia generali che specifici. In questo modo, infatti, i micro e macro-problemi prima individuati divengono gli obiettivi effettivi, gli scopi del progetto, e le loro cause diventano gli oggetti sui quali agire. Infine per assicurarsi un continuo controllo delle risorse, delle spese e delle condizioni verificabili per ciascun obiettivo ci possiamo servire anche del Logical Framework Matrix, ovvero l’approccio al Quadro Logico, e del già presentato Business Model Canvas.

I vantaggi derivati dall’utilizzo di questi strumenti sono molteplici:
– la formulazione chiara degli obiettivi
– il focus sui risultati
– la flessibilità rispetto alle azioni messe in pratica
– la sostenibilità
– la possibilità di monitoraggio e controllo continuo

Nell’ultima parte della sessione vengono poi proposte alcuni spunti per attività di autoanalisi e di empowerment personale.

Ogni alunno individualmente deve completare la propria ruota del lavoro e della vita (vedi figura) colorando in primis i livelli attuali raggiunti per i vari aspetti proposti e in seguito, con un altro colore, i livelli che vorrebbe raggiungere. Ogni anello concentrico è un punto e può essere colorato quindi da 0 (= livello minimo di soddisfazione) a 10 = livello massimo, con 6 come sufficienza).

La dott.sa Pedretti pone poi alcune domande per far riflettere gli alunni sulla propria situazione:

  • In quali “fette” c’è maggior coincidenza tra stato attuale (SA) e stato desiderato (SD)?
  • Quali aspetti ti hanno sorpresa di più durante questa riflessione?
  • Cosa puoi fare per riempire di colore le aree che sono un po’carenti?
  • Quali cose/fatti/circostanze vedi come possibili ostacoli a questo?
  • Se non hai colorato come SD fino al 10 alcuni spicchi chiediti: “Perché”?

In seguito la life coach propone anche l’attività delle “Cinque domande chiave” ideato da P. Ducker. Si tratta di porsi cinque domande introspettive che aiutano a conoscersi meglio, sono domande che fanno crescere.

Le domande sono le seguenti:

  1.  Quali sono i miei PUNTI DI FORZA?
  2.  Come PERFORMO MEGLIO?
  3.  Quali sono i miei VALORI?
  4.  A cosa APPARTENGO?
  5.  A cosa dovrei CONTRIBUIRE e come posso FARE LA DIFFERENZA?

Dopo un primo momento di lavoro individuale e libero si è passati alla focalizzazione di un obiettivo definito S.M.A.R.T. e alla stesura di un personale piano d’azione per il raggiungimento di tale obiettivo, definendo step che fossero specifici, a basso rischio percepito, realizzabili a breve tempoverosimilmente raggiungibili e congrui con il risultato atteso.

L’attività di coaching, spiega infine la life coach, è volta proprio a supportare i soggetti durante il periodo di progettazione e realizzazione di un obiettivo, affrontando la paura, la demotivazione e il disorientamento.

Ringrazio la dott.sa Pedretti per avere condiviso con noi la sua esperienza personale e le auguro di raggiungere tutti gli obiettivi che si è prefissata!

Il master prosegue nel pomeriggio con la lezione di Alessio Sperlinga sempre incentrata sulla progettualità.

Alessio Sperlinga

Alessio spiega che nella vita, quando vogliamo raggiungere un obiettivo, dobbiamo rassegnarci all’incertezza. Non abbiamo infatti controllo se non sulle nostre intenzioni.

L’esempio tipico della persona che vive nell’incertezza è quello del venditore. Focalizzandosi sulla figura del venditore, gli alunni, con l’aiuto di Alessio, individuano i vari aspetti che servono per raggiungere un obiettivo.

Non è facile raggiungere e soprattutto mantenere i risultati (anche se la persona, l’azienda e il prodotto piacciono molto ci può sempre essere qualcuno più bravo), per questo non possiamo mai permetterci di avere sicurezza ed è importante essere preparati.

La preparazione richiede 3 aspetti:

  1. La preparazione tecnica ossia tutto ciò che serve sapere per raggiungere l’obiettivo in termini di conoscenza (conoscenza sul prodotto, sul contesto e su tutti i dettagli.)  Oggi la preparazione tecnica è prevalente, è necessario aggiornarsi continuamente.
  2. La piena referenza automotivata (PRA) che è l’obiettivo finale a cui tendere. Per esempio nel caso del venditore la PRA non è solo la vendita del prodotto, ma consiste nel fatto che il cliente, oltre a comprare, parla bene del venditore, del suo prodotto e della sua azienda, così da avere influenza sugli altri. La PRA per essere efficace deve essere diretta.
  3. La preparazione psicologica ossia la capacità di crearsi un’immagine positiva o di conoscere l’immagine positiva dell’altro. Il nostro cervello infatti è una “scatola nera”, a determinare la realizzazione di un obiettivo è l’immagine che io mi faccio dell’obiettivo.

Inoltre conoscere le immagini positive degli altri aiuta ad andare incontro alle persone con cui interagisco e quindi rende i rapporti più agevoli

La parte finale della giornata è stata poi dedicata alla testimonianza dell’ospite Diana McWilliam, volontaria dell’Associazione Fabio Sassi che ha creato la struttura del Nespolo ad Airuno, eccellenza nelle cure palliative.

Diana McWilliams

Diana ha raccontato la sua esperienza come volontaria per l’assistenza ai pazienti terminali, la realtà delle cure palliative sia domiciliari che all’interno della struttura del Nespolo e infine ha riportato le esperienze di alcuni pazienti ricordando che la cosa fondamentale è dare dignità alla vita anche negli ultimi istanti.

Infine Diana invita tutti a parlare della vita e della morte con naturalezza.

Non posso che ringraziare Diana per il suo servizio e per l’intervento toccante e commovente.

Gaia Milani

TESTIMONIAL #25

Sono Marco Piatti, ho 32 anni e ho frequentato l’ edizione 2015 del Master promosso dall’Associazione Lecco100.

La passione per il marketing e per i social mi ha portato ad entrare in contatto con l’Associazione Lecco100 e il suo Master.

Nel 2014, verso dicembre, stavo progettando il mio futuro post universitario. Mi sarei laureato a marzo e non avevo la minima idea su cosa mi avrebbe riservato il futuro.

Laurea specialistica? Un Master per approfondire gli argomenti che tanto mi piacciono? Iniziare a lavorare?

Aprii il mio pc e iniziai a cercare su Google se nella zona di Lecco c’era la possibilità di frequentare un corso che trattasse, in modo approfondito, del marketing.

Mi ritrovai sul sito di una “strana” Associazione lecchese che proponeva a giovani talenti un percorso formativo gratuito e poco impegnativo in termini di tempo (le lezioni si svolgono un giorno a settimana).

Scrissi subito una mail per chiedere maggiori informazioni e mi ritrovai, dopo pochi giorni, ad un pranzo conoscitivo con i responsabili del Master e con alcuni miei futuri compagni. In realtà non si trattava di un semplice pranzo ma di un test per verificare la mia motivazione e probabilmente riuscii a trasmetterla perché poco dopo mi fu comunicato che ero stato selezionato per partecipare al Master 2015.

Le lezioni iniziarono proprio in questo periodo (inizio febbraio 2015) e capii subito che non era un corso “ordinario”.

Le lezioni in aula sono completamente diverse da quelle universitarie. Non c’è un professore/formatore che spiega la sua materia seduto alla cattedra ma gli incontri sono strutturati per essere un continuo scambio di informazioni e di opinioni.

I giovani hanno inoltre l’opportunità di incontrare alcuni imprenditori del territorio lecchese che dedicano parte del loro tempo per raccontare le loro esperienze e per rispondere alle curiosità.

C’è la possibilità di lavorare in gruppo a progetti reali, offrendo così l’occasione ai giovani di mettersi in gioco e imparare dai propri compagni.

Sarei falso se dicessi che tutte le lezioni mi sono piaciute allo stesso modo ma sicuramente tutti gli argomenti trattati mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze e di poter crescere.

Il Master è pensato per offrire degli spunti ai giovani che ancora non hanno le esperienze e le conoscenze degli adulti, per poter in questo modo costruire il proprio bagaglio culturale.

Una delle cose che ho imparato grazie a questo Master è di guardare (o almeno cercare di farlo) le cose da un punto di vista diverso per risolvere i problemi che mi trovo ad affrontare nella vita quotidiana e nel lavoro.

Un’altra cosa che ho potuto apprendere riguarda l’importanza di lavorare su sé stessi. Ogni persona deve seguire le proprie passioni e i propri sogni, concentrarsi su tutti gli aspetti in cui si sente preparato, unico e forte e sviluppare queste conoscenze per diventare “iper-qualificato”.

In futuro vorrei partecipare ancora a qualche lezione del Master per tenermi aggiornato e per ampliare le mie conoscenze su determinati argomenti.

Concludo consigliando la partecipazione al Master solo a quelle persone che realmente vogliono cambiare la loro vita e affrontare una sfida.

Se sei una persona convinta di non poter apprendere nulla di nuovo e che non è motivata a mettersi in gioco NON è un corso adatto a te.

Marco

testimonial #24

Il master per me è stata una opportunità di crescita personale, perché per come è strutturato il percorso di formazione, hai la possibilità di andare oltre i tuoi limiti e sfidarti ogni volta, testando nella vita di tutti i giorni quello che hai appreso.

È un master con un grosso focus sull’individuo, ma anche sul concetto di comunità e di responsabilità etica, anche alla luce dei grossi cambiamenti che il panorama internazionale sta vivendo.

Lo consiglio vivamente a tutti perché se correttamente sfruttato, ti permette di allargare i tuoi orizzonti ed evolvere.

Matteo Piffaretti

TESTIMONIAL #23

Se dovessi definire con una parola sola la mia esperienza con il Master Lecco100 userei la parola Sorpresa.

Già piacevole sorpresa!
Non risiedevo ancora in provincia di Lecco quando mi è capitato di leggere questa iniziativa e non immaginavo neanche potesse regalarmi tanto ed invece sono rimasta soddisfatta e contenta di averla vissuta.
Rappresenta un’ottima opportunità di crescita personale, grazie all’incontro con docenti ed imprenditori competenti che affrontano in ogni giornata temi interessanti e stimolanti, guidati poi da ottimi consigli ed esempi di esperienze personali e non.


Non si tratta del classico corso universitario insegnante-allievo, ma tutti sono sullo stesso livello, ed è così che si genera valore in un clima di accoglienza e curiosità da entrambe le parti.
Bellissima esperienza che consiglio sia per i docenti che per i contenuti trattati (tanti e soprattutto utili) e per lo splendido gruppo di colleghi che ho conosciuto!
Grazie!

Lucia Ciampaglia 

TESTIMONIAL #22

Secondo il punto di vista dell’imprenditorialità, un talento è un professionista impegnato a mettere in pratica le sue capacità per ottenere risultati sempre migliori. In altre parole, avere talento significa unire competenza e impegno – e questo è esattamente quello che il Master Lecco100 dona ai suoi giovani partecipanti.

Mi chiamo Erica, mi occupo di formazione ed orientamento al lavoro e sogno la libera professione come Psicologa del Lavoro & HR. Il Master Lecco100 è stato per me un percorso di introspezione, alla scoperta dei miei punti di forza sul piano personale e professionale, ma soprattutto delle mie aree di miglioramento.

Il Master propone un programma di formazione ricco, valido ed interdisciplinare, permettendo in ogni incontro la scoperta di novità e allo stesso tempo il consolidamento di nozioni già esplorate. È un’esperienza di crescita che consiglio a quanti abbiano sempre sete di conoscenza, mossi da una curiosità sincera e da una spinta interna al continuo miglioramento.

Con vivo entusiasmo,
Erica Riganelli

TESTIMONIAL #21

LECCO100 è l’esperienza formativa più bella, arricchente ed entusiasmante che abbia fatto finora !

Un concentrato di nozioni di alto livello, ma anche e soprattutto di storie, esempi, condivisioni, incoraggiamenti, sostegno e supporto che a distanza di mesi fruttano ogni giorno sempre più e che serberò ed impiegherò con cura.

Qui ho trovato una palestra del futurocompleta e dei compagni di avventura magnifici !

La consiglio vivamente a chi sente la voglia ed il bisogno di trovare tutto ciò e molto di più.

Valentina Perucchini

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL 10° MASTER LECCO100

Sono aperte le iscrizioni al 10° Master Lecco100.

Il Tema del Master sarà : La Responsabilità

La responsabilità è l’effetto del nostro essere attori agenti nel mondo. Purtroppo alla grande capacità creativa umana non corrisponde una capacità di prevedere le conseguenze delle nostre creazioni e quindi il tema della responsabilità ha una declinazione globale, per l’ambiente, l’economia, la società umana.

PRESENTAZIONE MASTER 2020 Scarica la presentazione

Social Responsibility Reliability Dependability Ethics Concept

11 maggio – sicurezza informatica

L’argomento della mattinata di sabato 11 maggio è la sicurezza informatica. A chiarirne molti aspetti e a confrontarsi con i ragazzi sul tema è l’esperto di informatica del Master Lecco100, Alessio Sperlinga.

La mattinata si apre con una riflessione: la rete, che ormai tutti conoscono e in cui molti navigano quotidianamente, è nata ed è giustamente percepita come uno spazio libero e come uno strumento che ha permesso a chiunque avesse una connessione di accedere al sapere. Ma Internet è davvero uno spazio consacrato alla libertà o, in realtà, c’è il rischio di subire condizionamenti con il suo utilizzo?

In un’epoca in cui la costruzione dell’identità è un tema essenziale, non si può non tenere conto di come l’identità “online” che ognuno ha, perché la costruisce da sé o perché gli viene attribuita, spesso non corrisponda esattamente all’identità reale. Da un lato, non si ha mai la certezza che le persone con cui si interagisce su Internet siano quello che sembrano o che dicono di essere; dall’altro, a causa del sempre più sfrenato uso della profilazione, i nostri comportamenti online vengono analizzati e trasformati in dati. È come se si fosse passati dalla convinzione del “io sono quello che dico che sono” all’incubo del “io sono quello che Google dice che sono”. La nostra libertà viene quindi di fatto ridotta ed espropriata per logiche di sicurezza e di mercato.

Il nostro attaccamento alla tecnologia, inoltre, ci porta a stabilire un rapporto di profonda dipendenza dagli oggetti che ci permettono di restare sempre connessi, tanto che, se per caso dovessero rubarci il cellulare, sentiremmo di aver perso un pezzo della nostra identità.

Queste circostanze fanno sì che chiunque usi la tecnologia sia esposto a dei rischi. Senza essere fatalisti e pensare subito alle drammatiche conseguenze di un eventuale furto di identità, il fatto che i nostri dati, nel momento in cui si utilizza la rete, non siano al sicuro è una realtà che non può essere ignorata.

È per questo che, come spiega Alessio Sperlinga, è auspicabile avere un atteggiamento prudente quando si tratta di svolgere attività in rete e fornire i nostri dati. L’informatico consiglia ai ragazzi del Master di adottare alcuni accorgimenti, per arginare e limitare le invasioni della privacy e, di fatto, la limitazione della libertà personale.

Per cominciare, in luoghi potenzialmente presidiati, sarebbe bene prestare attenzione a quello che si dice e parlare pensando di essere ascoltati, poiché potrebbero esserci dei microfoni che registrano i temi di cui parliamo e le opinioni che esprimiamo.

Un altro consiglio riguarda l’uso degli strumenti di pagamento: quando si effettua un pagamento online è infatti consigliabile usare solo carte ricaricabili, e non carte di credito per via della tracciabilità delle operazioni svolte con quest’ultime.

Ambito che è forse di maggior interesse per i ragazzi del Master è quello relativo alla gestione dei profili social. Questi profili sono infatti profondamente personali e può capitare, specialmente nelle ore serali, come è stato dimostrato da alcuni studi, di scrivere cose più intime che, una volta pubblicate e condivise, rimangono nella rete per sempre. Particolare attenzione si dovrebbe prestare, in questo caso, anche alla condivisione di dati sensibili come il sesso, le opinioni politiche e sindacali, l’appartenenza religiosa; tutte informazioni che, guarda caso, la maggior parte dei social media ci invitano ad inserire non appena cerchiamo di creare un profilo.

La costruzione della propria web reputation sui profili social è cosa delicata, poiché è ormai risaputo che molti selezionatori, durante il momento di scelta dei candidati migliori per determinate posizioni lavorative “sbirciano” i profili social e tendono a classificare i candidati sulla base dei post e delle foto condivise. È per questa ragione che, nel caso si abbiano passioni particolari o interessi curiosi, è consigliabile creare vari canali in cui creare post relativi, e condividere poi questi post sulla propria bacheca dal canale, in modo da evitare di essere identificati unicamente con i propri hobby e interessi privati “a prima occhiata”.

Alessio suggerisce inoltre di fare attenzione anche alle app che si scaricano e si acquistano, poiché spesso richiedono autorizzazioni per accedere ad informazioni di altre app come la rubrica, la galleria del telefono, ecc., che non sempre risultano necessariamente connesse al funzionamento dell’app scaricata. Per quanto riguarda invece la protezione della propria privacy, è consigliabile avere delle password per ogni app, richieste all’apertura. Se siamo a corto di fantasia, la tecnologia ci viene ancora una volta in aiuto: esistono infatti al giorno d’oggi dei generatori di password, che ci permettono di non cadere nella (purtroppo affascinante) trappola di usare la stessa password per tutti gli account. Se questo infatti può sembrare molto comodo, in realtà ci espone ad innumerevoli rischi.

Un altro accorgimento che si può adottare per proteggere i propri dati e documenti è quello di ricorrere alla crittografazione, scaricando appositi programmi che consentano di proteggere i nostri dati, chiedendo una password al momento dell’accesso. Questa tecnica è molto utile anche per salvare eventuali liste di password utilizzate per diversi account, e che altrimenti ci dimenticheremmo: sarà possibile per noi averle sempre a portata di mano, ma sarebbe difficilissimo per un estraneo raggiungerle, se protette da crittografazione.

È molto importante, inoltre, fare un back up abituale dei propri dati e documenti, per evitare di esporci ai rischi di perdita e danneggiamento dei nostri file. Da ultimo, ma non per importanza, è essenziale dotarsi di un buon antivirus, da installare su tutti i nostri dispositivi elettronici.

Dopo tutti questi utili consigli, non ci resta che metterli in pratica per fare un uso consapevole della rete!

Arianna Scaglia