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Lezione del 3 maggio – capitale umano e testimonianze imprenditoriali

La giornata di venerdì 3 maggio è incentrata sul tema del capitale umano e relazionale e la testimonianza di imprenditori.

Sono ricco di relazioni ma amo la solitudine e il silenzio. Coltivo l’intelligenza che va nel profondo ma sono una persona estremamente pratica. Insomma, una persona un pò bipolare” è questa la frase con cui si identifica Massimo Folador con cui apre la giornata dedicata al tema del capitale umano e relazionale.

Folador è formatore, docente universitario di Business Ethics e sviluppo sostenibile presso la LIUC, imprenditore nel campo della consulenza e formazione aziendale con la sua società Askesis srl, che annovera tra i propri clienti alcune fra le principali imprese italiane.

Dopo aver conseguito la laurea in Scienze politiche si è lanciato nella Milano da bere, nel business e nel vero successo professionale.

Ha sviluppato una carriera manageriale all’interno di alcune aziende di importanza nazionale e internazionale che lo hanno portato in breve tempo dalla responsabilità di direzione commerciale fino al ruolo di amministratore unico. Intorno ai 40 anni però qualcosa è cambiato ed il suo equilibrio si è rotto, sia a livello umano che professionale, ed è in quel momento che si è avvicinato al mondo dei Benedettini: lì è finita la sua prima vita ed è iniziata la seconda.

In effetti il genere umano non può vivere bene e costruire bene se non connette tutte le dimensioni: spirito, mente e corpo. I Benedettini, senza voler fare impresa, hanno portato a perfezione la birra e il vino, costruito le cattedrali e sviluppato la cultura attraverso gli amanuensi. Hanno lasciato tanta impresa di valore nella storia, perché la loro attenzione era rivolta al bene cercato, comune e condiviso, più che al puro guadagno individuale, avendo sempre in mente le persone e la comunità come organizzazione ben strutturata dove la persona è il tassello fondamentale, ma diventa tale solo se si integra nella relazione con gli altri. A ognuno va garantito il suo desiderio e il suo ritmo, per essere in grado di costruire valore per tutti.

La visione di un’economia che mira al bene comune è raccontato da Folador nel suo ultimo libro Storie di ordinaria economia e vive su tre pilastri: l’attenzione al capitale umano e alla valorizzazione delle persone, lo sviluppo delle relazioni e della cooperazione, sia all’interno che all’esterno dell’azienda, e la capacità di vivere l’impresa come un sistema, un progetto sociale che va oltre i confini dell’impresa stessa.

Attento conoscitore della storia e della cultura del monachesimo benedettino, ha fatto di questo un patrimonio di valori personale e professionale che mette al servizio delle aziende in numerose attività dedicate alla divulgazione e applicazione dei fondamenti benedettini in ambito lavorativo.

Sull’idea dell’impresa bella e possibile offre a tante grandi aziende italiane consulenza, progettazione e realizzazione di interventi formativi per generare valore, migliorare la qualità delle risorse e della stessa organizzazione.

Nell’ambito delle sue competenze in tema di etica e impresa, è autore di diversi libri, collabora con il quotidiano “Avvenire” nella redazione di articoli inerenti le tematiche citate ed è relatore in numerosi convegni in Italia e all’estero.

Luca Pereno è il nostro secondo ospite.

In Leroy Merlin dal 2009, dopo esperienze in Auchan (commercio e risorse umane) e in Castorama – Kingfisher (audit), è attualmente coordinatore Sviluppo Sostenibile. Il suo intervento inizia raccontandoci un pò la storia di Leroy Merlin che nasce in Francia nel 1923 ad opera di Adolph Leroy e Rose Merlin che aprono un negozio a Noeux-Les-Mines di residui bellici. Dopo un percorso di 53 anni, che passa attraverso l’inserimento di nuovi collaboratori e tipologie di prodotto più orientate al bricolage e al fai da te arriva in Italia nel 1996 con l’apertura del primo punto vendita di Solbiate Arno (VA). Nel mondo, l’azienda conta 456 punti vendita in 12 paesi con oltre 88.000 collaboratori ed un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro.

Ciò che sta a cuore di Leroy Merlin è la centralità della persona (cliente/collaboratore), finalizzando l’attività dell’impresa alla creazione di valore aggiunto per i cittadini, i collaboratori e le generazioni future. La mission: “Ogni persona ha diritto alla propria casa ideale.” E’ proprio su quest’idea che si concentra la condivisione ed il dono, due tematiche a cui è orientata con progetti di responsabilità sociale. Come azienda possono donare dei prodotti e in generale delle risorse economiche, ma il vero dono che possono offrire è la creazione di relazioni, di reti, insieme alle competenze dei loro collaboratori o anche fornitori. Diversi sono i progetti a cura di Leroy Merlin che esprimono al meglio il concetto di intendere il dono, questi ne sono alcuni: Empori Fai da Noi, lotta alla Povertà energetica, Associazione Bricolage del Cuore.

L’ Emporio Fai da Noi è un luogo di condivisione della merce in cui, come fosse una biblioteca, persone e famiglie in difficoltà possono recarsi per prendere in prestito utensili per effettuare piccoli lavori di pittura, manutenzione, decorazione delle proprie case, con l’impegno di averne cura e restituirli in buono stato. C’è anche la possibilità di avere accesso a prodotti come vernici, consumabili, che le organizzazioni non profit che gestiscono gli Empori (associazioni di volontariato, cooperative sociali) possono decidere di cedere a prezzo simbolico o in cambio di ore di volontariato. I materiali iniziali vengono donati da Leroy Merlin, poi le organizzazioni possono riapprovvigionarsi a prezzo di costo. E’ un esempio particolarmente valido, perché si tratta di un progetto che prima di tutto crea relazioni, a partire da quelle tra le organizzazioni che gestiscono l’Emporio e il negozio Leroy Merlin di riferimento e a sua volta fra le persone che ne fruiscono e l’Emporio stesso.

Povertà energetica,offre un supporto per il risparmio idrico, termico ed energetico a persone e nuclei familiari a rischio di povertà. Il contenimento del fenomeno di povertà energetica, la riduzione degli impatti ambientali, i benefici economici e di confort per le famiglie a basso reddito sono gli effetti positivi e circolari del progetto.Associazione Bricolage del Cuore, un’associazione erogatrice “di fare” non di fondi. Il suo obiettivo è riunire le persone che hanno voglia di mettersi a disposizione di chi ha bisogno, sempre sulla base di una dimensione relazionale, dove si dona il proprio tempo e in cui si ha competenza

Il terzo ospite della giornata è Loretta Lazzarini, imprenditrice nel settore immobiliare da molti anni, che ha portato la sua storia di imprenditrice e di impegno personale nell’ambito sociale.

E’ con intraprendenza e determinazione che si ottengono i migliori risultati, avere coraggio e pensare in grande avendo chiari i propri obiettivi” è con questa frase che apre il suo intervento. Dopo aver lavorato 15 anni in un’impresa edile, ha deciso di scommettere su se stessa ed avviare la sua prima attività nel settore immobiliare. Partendo dalla prima sede a Mandello del Lario, e di lì a poco aprendo altre due filiali: Lecco e Milano. Nonostante la sua impresa Centro Servizi Immobiliari fosse bene avviata ha sentito anche lei la crisi di qualche anno fa, ma ha saputo affrontarla con un’ampia prospettiva, prontezza e disposizione al cambiamento sapendo di poter contare sui propri traguardi raggiunti con sforzo ed impegno.

Sogno, entusiasmo, fame del sapere, sfida, ambizione: queste le parole che bisogna tenere bene a mente e su cui ha fondato il proprio successo. Prima di tutte però: la formazione, ingrediente segreto della sua realtà. Una persona istruita accresce le sue prospettive ed affina sempre di più nel tempo una professionalità specifica che unita ad una strategia, ovvero un metodo ed un’efficiente gestione del tempo, può raggiungere risultati sorprendenti.

Articolo a cura di Lucia Ciampaglia

Letture consigliate :

Folador M., Il sapore del pane, Guerini e Associati, 2011;

Folador M., Un’impresa possibile,  Guerini Next, 2014

Folador M., Storie di ordinaria economia, Guerini Next, 2017

Sito web consigliato: https://csr.leroymerlin.it/



Lezione del 5 aprile – gli imprenditori si raccontano.

Durante questa giornata abbiamo avuto il piacere di incontrare quattro “imprenditori” che hanno condiviso con noi esperienze di vita e di lavoro differenti.

Il primo ospite è stata Suor Angelica soprannominata “il colonnello”.


Ha vissuto la sua vita a servizio degli altri specialmente dei più bisognosi. Questo è l’elemento che caratterizza maggiormente il suo operare e lo si evince dal modo in cui ne parla e dalle emozioni che traspaiono dal suo viso. Suor Angelica ha lavorato per 16 anni in Caritas, ha trascorso 3 anni in Turchia 7 a Foligno e 9 a Rimini.
Mentre racconta la sua esperienza sottolinea come, nel corso della vita, in qualsiasi circostanza ci si trovi, non bisogna mai perdere l’equilibrio interiore, ovvero la propria direzione, il motivo per cui siamo stati messi al mondo. Proprio per mantenere questo equilibrio ha deciso di vivere ad Olate dopo un periodo in cui ha svolto diversi impegni di responsabilità all’estero. Impegni che potevano in qualche modo ledere quell’equilibrio interiore che è il motore della sua vita.
Suor Angelica ci ha parlato del fatto che ognuno di noi ha un Sigillo dentro di sè e che siamo fatti ad immagine somiglianza del Signore. Egli ha stampato in noi la sua immagine e ci ha posto in terra a fare le sue veci; ciò indica prima di tutto che c’è una direzione, un
orientamento.  Questo significa che siamo stati creati per l’amicizia e la comunione con Dio e respingere quest’amicizia e comunione significa negare la nostra vera natura.
Suor Angelica ha raccontato come ha portato avanti il servizio, la vita in comunità e la formazione; si è soffermata molto su quest’ultima tematica asserendo quanto sia importante per ognuno di noi il sapere e la voglia di imparare. Si tratta di un processo che non conosce un limite ed una fine.
Ai tempi in cui lavorava per Caritas Ambrosiana, ha avuto la responsabilità di gestire il gruppo di 90 obiettori di coscienza assegnati per svolgere varie attività . Ricorda come sia stato  un servizio di grande validità per chi ne usufruiva e una grande
esperienza per i ragazzi obiettori.
Infine ci ha spiegato che accezione dà alla parola “Dono” asserendo che ognuno di noi ne ha almeno uno. Il suo è stato quello di avere la capacità di ascoltare ed è ciò che ha messo a servizio degli altri sotto diverse forme e sfaccettature. Ha continuato affermando che ” più l’uomo compie gesti di solidarietà più è un testimone autentico dell’amore di Dio e lo rende visibile al mondo intero. L’egoismo, la chiusura in se stessi e il disinteresse per il prossimo offusca
nell’uomo l’immagine di Dio e lo porta ad allontanarsi dalla sua vera natura”
Mi è piaciuto molto il concetto che ha espresso con questa frase: Sorridere col Cuore. Il sorriso di per sè è contagioso e la pace che semina non manca di produrre frutto.
Un’altra espressione che porterò con me è la seguente :” vivere la gentil arte del benedire” inteso come augurare il meglio alle persone attorno a noi in modo da poter essere contagiosi così come è stato contagioso per noi la sua energia e il suo sorriso.

Il secondo ospite di questa giornata è stato Daniele Riva, ex Presidente della Camera di Commercio di Lecco, imprenditore artigiano.

Amministra l’azienda Cremonini.
Nel 2016  viene eletto presidente della Camera di Commercio. Si è trattato di una esperienza positiva costellata da incontri/ scontri tipica di un ambiente in cui si condividono scelte, visioni, esperienze differenti e regole da rispettare.
Ci ha delineato quali sono gli aspetti innovativi che hanno contribuito al successo della sua impresa ed alcuni di questi sono:

  • puntare sulla tempestività della risposta secondo le esigenze dei clienti e la consegna puntuale e queste rappresentano punti di forza per le piccole aziende che vogliono sopravvivere ed in questo senso risulta molto importante
  • la capacità di specializzarsi in alcune nicchie di mercato.
  • la centralità dell’uomo. Ha sottolineato  che nonostante la tendenza e le esigenze di dotarsi di macchinari sempre più sofisticati ed utili, non potrà mai essere messo in discussione  il fattore umano. Questo è e sarà sempre il valore aggiunto in ogni settore ed attività.
    Riva ci ha quindi offerto diversi spunti  che possono essere utili nelle diverse circostanze in cui ci troveremo durante il corso della nostra vita. Ha infine sottolineato come alcuni elementi
    non possano mai mancare : la voglia e la responsabilità di mettersi in gioco, di dimostrare quello che si fare, di essere intraprendenti senza perdere l’umiltà e tenere presente
    che le nostre azioni hanno sempre delle conseguenze.

Nel pomeriggio abbiamo incontrato il terzo ospite della giornata, Giovanni Pastorino, imprenditore titolare della Deltacalor srl.


L’ing. Pastorino ci ha tenuto subito a delineare quale sia la differenza tra manager e imprenditori. L’imprenditore è una persona che ha un’idea e per realizzarla è disposto a rischiare; mentre un manager è una persona che agisce per conto dell’imprenditore.
Queste sono alcune delle caratteristiche che hanno consentito la sua azienda ad eccellere a livello mondiale nel proprio settore:
Innovazione : intesa come capacità di trovare soluzioni alternative da quelle mainstream; puntare su prodotti non convenzionali e saper diversificare; ciò fa in modo che sul mercato non ci siano troppi concorrenti con cui dividere la “torta” , ” o ti distingui o ti estingui”.
Moltiplicare la gamma di prodotti : da accesso a nuovi clienti.            ” chi si ferma è perduto” questo è un credo nell’economia di oggi!
Investire su ricerca e sviluppo di prodotti innovativi: un elemento portante è l’idea e capacità creativa.
Il futuro sarà incentrato su avere un’idea ed essere in grado di coltivarla senza arrendersi alle prime difficoltà; è ciò che le aziende cercano oggi; persone creative capaci essere “multitasking” con propensione al problem solving e soprattutto persone che siano
interessate a ciò che fanno.
Ha inoltre sottolineato quanto al giorno d’oggi il prodotto che offriamo sul mercato sia solo un veicolo e quanto invece la tecnologia sia centrale, “la finestra sul mondo”.

La nostra giornata si è conclusa con l’ultimo incontro con Michele Motta; volontario della Protezione Civile.

Raccontando il percorso che lo ha portato a prestare il suo tempo al volontariato, si è soffermato sulla prima chiamata ricevuta. Chiamata che risale al 2009 quando il terremoto colpì l’ Aquila e di come si  sentì  nell’essere catapultato in una situazione
drammatica dall’oggi al domani.
La Protezione Civile è composta per la maggior parte di volontari che offrono il proprio servizio: le sue attività sono finanziate dal Ministero degli Interni ; è divisa in strutture territoriali sovvenzionate dai comuni di appartenenza.
I volontari si suddividono a loro volta in due categorie: quelli generici e quelli specializzati.
La risorsa più importante è quella umana. La selezione avviene in base al grado di difficoltà della “missione” e alla necessità di trovare profili che risultano più adatti alle circostanze da affrontare.
Ci sono diversi corsi di formazione per chi volesse approcciare al servizio civile; 6 incontri necessari per poter capire quanto segue: cosa fa la protezione civile? quali sono le normative su cui poggia? quali sono le tecniche di comunicazione?
Motta ha sottolineato come per fare il volontario non basti solamente la volontà perchè questa, se non strutturata, può recare danno; proprio per questo motivo è necessario intraprendere un percorso di formazione per poter entrare a fare parte della Protezione Civile. Bisogna essere predisposti a relazionarsi con le persone in qualunque tipo di missione ci si trovi ed è fondamentale conoscere le regola per poter essere utili alla causa a cui si prende parte.
Motta conclude l’incontro raccontandoci l’esperienza che ha condiviso con un’anziana di 85 anni che osservando un cimitero reso inagibile a causa del terremoto, gli disse : “il terremoto ci ha portato via anche i nostri morti, la nostra memoria” .
L’esperienza che Michele si porta a casa ogni volta che è chiamato in causa sono i volti delle persone.
E’ stato un piacere alla prossima!
Stay tuned!

Frezer Villani

lezione del 1 marzo – Gli imprenditori si raccontano – Attività individuale di ascolto

Bentornati con una nuova puntata del Master Lecco 100 di venerdì 1 marzo. La giornata odierna è stata così suddivisa:

Nella prima parte, per il ciclo “Gli imprenditori si raccontano” abbiamo avuto una doppia testimonianza, rispettivamente Walter Cortiana (imprenditore) e Bruno Corti (assistente educatore). Mentre nella seconda parte è tornata a trovarci Cristina Pedretti, ex corsista dello stesso Master nella sua edizione del 2013, life coach e formatrice.

Gli imprenditori Walter e Luca Cortiana sono attualmente alla seconda generazione della 3C Catene: azienda fortemente affermata da oltre quarant’anni, sia a livello locale che nel panorama nazionale, nella produzione di catene in metallo di piccole dimensioni.

Walter_Cortiana

I tre valori guida che caratterizzano il nostro Master, sono gli stessi che Walter Cortiana applica nella sua azienda: competenze (non sono sufficienti), cuore (ci vuole passione) e convinzione (per raggiungere un obiettivo).

Nella sua vision le relazioni e le collaborazioni sono fondamentali per lo sviluppo dell’azienda e del territorio stesso. Giustappunto può vantare diverse collaborazioni con scuole, università e associazioni per diffondere la cultura, i valori del lavoro, vari progetti innovativi e l’alternanza scuola-lavoro.  Attraverso corsi di formazione, investimenti e innovazioni, la sua azienda ha raggiunto e ottenuto la certificazione di gestione della Qualità secondo la norma ISO 9001.  All’interno dell’azienda i suoi dipendenti sono al tempo stesso coinvolti e valorizzati. Il rapporto tra loro è familiare dimostrato anche dall’attaccamento del loro ex capo officina che nonostante la pensione è voluto tornare come consulente a titolo gratuito.

Nella seconda parte della mattinata ha preso la parola Bruno Corti, assistente educatore presso la Casa Don Guanella, comunità educativa molto affermata a livello regionale nel cuore della città di Lecco da più di cent’anni.

La Casa ospita attualmente circa 60 bambini/e e ragazzi/e in situazioni di disagio, difficoltà, depravazione e situazioni di pericolo fisico o psicosociale.

Corti inizia a lavorare sin da giovane come idraulico: “Esperienza formativa e professionale al tempo stesso”, affermerà. Di pari passo inizia ad avvicinarsi al mondo del volontariato che lo porterà a viaggiare nel mondo, soprattutto in America Latina. La sua esperienza l’ha portato oggi a essere oltre che educatore anche responsabile di progetti e a rapportarsi con le istituzioni locali.

I ragazzi sono continuamente stimolati a mettersi in gioco attraverso la gestione della casa, le relazioni, le attività e i progetti.   A tal proposito è stato realizzato il progetto Cascina Don Guanella, attraverso la ristrutturazione di un vecchio cascinale, nei pressi di Valmadrera, con terreno annesso. In questo ambiente protetto i ragazzi, insieme agli educatori, si occupano della gestione e mantenimento della struttura oltre che svolgere attività prevalentemente agricole, in quanto l’agricoltura rappresenta una formidabile risposta alle situazioni di disagio e favorisce la coesione e il lavoro di squadra.

Nel pomeriggio Cristina Pedretti che lavora per la Fondazione Luigi Clerici di Lecco, oltre che essere life coach, dopo una breve spiegazione teorica riguardo all’interazione tra speaker e ascoltatore, ci ha guidato in una serie di esercizi sfruttando alla massima potenza i ns canali sensoriali, visivi e uditivi.

Nel primo esercizio, dopo esserci divisi in coppie, bisognava raccontarci una storia a vicenda riguardo un argomento sui cui si era particolarmente ferrati.  Dal racconto dello speaker dovevano fuoriuscire parti verbali, uditive e sensazioni. Durante il racconto l’ascoltatore invece doveva fornire segnali: sensoriali (sguardo in alto), uditivi (laterale), visivi (in basso). Lo speaker a questo punto doveva adattare la sua narrazione focalizzandosi maggiormente sui nuovi segnali emessi dall’ascoltatore.  La finalità  dell’esercizio è quella di comprendere e di entrare in relazione con le persone che ci circondano nella vita di tutti i giorni, attraverso i canali sopra citati.

Nel secondo esercizio, sempre divisi a coppie, bisognava schierarsi di fronte al muro con appeso un foglio contenente le lettere dell’alfabeto, sotto ciascuna di esse corrispondeva una diversa lettera: d (destra) s (sinistra) i (insieme). (Vedi foto sotto).

L’esecuzione dell’esercizio corrispondeva nel leggere ad alta voce la lettera dell’alfabeto e alzare la mano in corrispondenza delle lettere sottostanti.   Ci sono tre livelli di difficoltà: mano singola, mano + piede opposto e lettura dell’alfabeto al contrario. Dopo il passare dei giorni, bisogna cambiare l’ordine delle lettere d, s, i perché è memorizzato dal nostro cervello e non diventa più efficace, affermerà la coach.  Cristina Pedretti ci ha consigliato di svolgere questo esercizio tutte le mattine per 10 – 15 minuti, al fine di sciogliere eventuali tensioni accumulate in precedenza e tornare in uno stato positivo.   Il fine dell’esercizio è l’interazione che si crea tra l’emisfero destro del nostro cervello, e quello sinistro. Lo scopo è far sì che essi siano riattivati.

Alla prossima puntata! Mi raccomando, non mancate!

Andrea Sarcinella

Siti web consigliati:

https://www.catene3c.it

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