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Lezione del 13 Marzo – Strumenti informatici : WordPress

IL MASTER LECCO100 È ONLINE

Nelle ultime due settimane il master è stato somministrato online, con Skype, Zoom e Webex.

Il master Lecco 100 online è stata una necessità a causa del Coronavirus.

E’ stata comunque un’esperienza positiva per noi formatori perché abbiamo potuto provare diverse piattaforme direttamente sul campo e quindi abbiamo dovuto risolvere dei problemi veri per rendere fruibili diversi tipi di contenuti ai partecipanti.

Nel momento in cui scrivo questo articolo stiamo facendo una sessione Webex per imparare ad usare WordPress ed alcuni allievi hanno scritto le loro impressioni:

GAIA

In questi giorni, per cause di forza maggiore, il Master Lecco100, che sto seguendo, si sta svolgendo in modalità online. Sicuramente l’esperienza è molto interessante perchè per ogni lezione stiamo utilizzando e sperimentando strumenti diversi, alcuni comuni, come Skype, altri sconosciuti e molto performanti come Zoom e Webex. Sicuramente, a parte qualche inconveniente tecnico, l’esperienza è molto positiva, riusciamo tutti ad interagire e a comunicare seppur a distanza. Forse l’unica pecca sta nel fatto che, non essendo in presenza, la soglia dell’attenzione si abbassa.

DAVIDE

La mia esperienza sul master online è tutto sommato positiva, purtroppo mi riesce più difficile farmi coinvolgere e mantenere un alto livello di attenzione via webcam, ma è un bene che stia procedendo, per cercare di distrarsi dalla situazione venutasi a creare a causa del coronavirus. La scorsa settimana è stata molto interessante la lezione di Cristina Pedretti, che ha introdotto il tema del coaching, così come la testimonianza di Diana Mcwilliam, molto profonda e toccante.


ILARIA

Grazie alle lezioni online sono finalmente riuscita a seguire il Master Lecco 100. Fino ad ora per lavoro purtroppo non mi sono mai recata in aula a Lecco e probabilmente avrei dovuto rinunciare al corso formativo. Invece ora, grazie alle lezioni online inizio a scoprire i contenuti del corso. So di avere perso molte nozioni e le relazioni umane, ma così ho sperimento una nuova modalità di relazione. Quindi piacere a tutti e grazie per avermi accolta… un po’ in ritardo!

ALESSIA

Sono venuta a conoscenza del Master tramite passaparola. Ho deciso di prenderne parte sia per provare una nuova esperienza sia perché penso che il tema sia davvero interessante da affrontare. Ad oggi sono molto soddisfatta delle lezioni, del clima che si è creato, dei miei compagni e delle persone che di volta in volta ho potuto incontrare. Una cosa bella, che mi ha molto colpito, è la possibilità di affrontare le lezioni da più punti di vista; non solo lezioni frontali ma anche lezioni interattive ed eseguite online. Adesso siamo collegati sul web per cercare di capire come funziona wordpress.

Alessio Sperlinga

11 maggio – sicurezza informatica

L’argomento della mattinata di sabato 11 maggio è la sicurezza informatica. A chiarirne molti aspetti e a confrontarsi con i ragazzi sul tema è l’esperto di informatica del Master Lecco100, Alessio Sperlinga.

La mattinata si apre con una riflessione: la rete, che ormai tutti conoscono e in cui molti navigano quotidianamente, è nata ed è giustamente percepita come uno spazio libero e come uno strumento che ha permesso a chiunque avesse una connessione di accedere al sapere. Ma Internet è davvero uno spazio consacrato alla libertà o, in realtà, c’è il rischio di subire condizionamenti con il suo utilizzo?

In un’epoca in cui la costruzione dell’identità è un tema essenziale, non si può non tenere conto di come l’identità “online” che ognuno ha, perché la costruisce da sé o perché gli viene attribuita, spesso non corrisponda esattamente all’identità reale. Da un lato, non si ha mai la certezza che le persone con cui si interagisce su Internet siano quello che sembrano o che dicono di essere; dall’altro, a causa del sempre più sfrenato uso della profilazione, i nostri comportamenti online vengono analizzati e trasformati in dati. È come se si fosse passati dalla convinzione del “io sono quello che dico che sono” all’incubo del “io sono quello che Google dice che sono”. La nostra libertà viene quindi di fatto ridotta ed espropriata per logiche di sicurezza e di mercato.

Il nostro attaccamento alla tecnologia, inoltre, ci porta a stabilire un rapporto di profonda dipendenza dagli oggetti che ci permettono di restare sempre connessi, tanto che, se per caso dovessero rubarci il cellulare, sentiremmo di aver perso un pezzo della nostra identità.

Queste circostanze fanno sì che chiunque usi la tecnologia sia esposto a dei rischi. Senza essere fatalisti e pensare subito alle drammatiche conseguenze di un eventuale furto di identità, il fatto che i nostri dati, nel momento in cui si utilizza la rete, non siano al sicuro è una realtà che non può essere ignorata.

È per questo che, come spiega Alessio Sperlinga, è auspicabile avere un atteggiamento prudente quando si tratta di svolgere attività in rete e fornire i nostri dati. L’informatico consiglia ai ragazzi del Master di adottare alcuni accorgimenti, per arginare e limitare le invasioni della privacy e, di fatto, la limitazione della libertà personale.

Per cominciare, in luoghi potenzialmente presidiati, sarebbe bene prestare attenzione a quello che si dice e parlare pensando di essere ascoltati, poiché potrebbero esserci dei microfoni che registrano i temi di cui parliamo e le opinioni che esprimiamo.

Un altro consiglio riguarda l’uso degli strumenti di pagamento: quando si effettua un pagamento online è infatti consigliabile usare solo carte ricaricabili, e non carte di credito per via della tracciabilità delle operazioni svolte con quest’ultime.

Ambito che è forse di maggior interesse per i ragazzi del Master è quello relativo alla gestione dei profili social. Questi profili sono infatti profondamente personali e può capitare, specialmente nelle ore serali, come è stato dimostrato da alcuni studi, di scrivere cose più intime che, una volta pubblicate e condivise, rimangono nella rete per sempre. Particolare attenzione si dovrebbe prestare, in questo caso, anche alla condivisione di dati sensibili come il sesso, le opinioni politiche e sindacali, l’appartenenza religiosa; tutte informazioni che, guarda caso, la maggior parte dei social media ci invitano ad inserire non appena cerchiamo di creare un profilo.

La costruzione della propria web reputation sui profili social è cosa delicata, poiché è ormai risaputo che molti selezionatori, durante il momento di scelta dei candidati migliori per determinate posizioni lavorative “sbirciano” i profili social e tendono a classificare i candidati sulla base dei post e delle foto condivise. È per questa ragione che, nel caso si abbiano passioni particolari o interessi curiosi, è consigliabile creare vari canali in cui creare post relativi, e condividere poi questi post sulla propria bacheca dal canale, in modo da evitare di essere identificati unicamente con i propri hobby e interessi privati “a prima occhiata”.

Alessio suggerisce inoltre di fare attenzione anche alle app che si scaricano e si acquistano, poiché spesso richiedono autorizzazioni per accedere ad informazioni di altre app come la rubrica, la galleria del telefono, ecc., che non sempre risultano necessariamente connesse al funzionamento dell’app scaricata. Per quanto riguarda invece la protezione della propria privacy, è consigliabile avere delle password per ogni app, richieste all’apertura. Se siamo a corto di fantasia, la tecnologia ci viene ancora una volta in aiuto: esistono infatti al giorno d’oggi dei generatori di password, che ci permettono di non cadere nella (purtroppo affascinante) trappola di usare la stessa password per tutti gli account. Se questo infatti può sembrare molto comodo, in realtà ci espone ad innumerevoli rischi.

Un altro accorgimento che si può adottare per proteggere i propri dati e documenti è quello di ricorrere alla crittografazione, scaricando appositi programmi che consentano di proteggere i nostri dati, chiedendo una password al momento dell’accesso. Questa tecnica è molto utile anche per salvare eventuali liste di password utilizzate per diversi account, e che altrimenti ci dimenticheremmo: sarà possibile per noi averle sempre a portata di mano, ma sarebbe difficilissimo per un estraneo raggiungerle, se protette da crittografazione.

È molto importante, inoltre, fare un back up abituale dei propri dati e documenti, per evitare di esporci ai rischi di perdita e danneggiamento dei nostri file. Da ultimo, ma non per importanza, è essenziale dotarsi di un buon antivirus, da installare su tutti i nostri dispositivi elettronici.

Dopo tutti questi utili consigli, non ci resta che metterli in pratica per fare un uso consapevole della rete!

Arianna Scaglia