{"id":1808,"date":"2016-04-05T11:02:19","date_gmt":"2016-04-05T10:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lecco100.it\/?p=1808"},"modified":"2016-04-05T11:02:19","modified_gmt":"2016-04-05T10:02:19","slug":"lezione-del-19032016-la-sostenibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lecco100.it\/index.php\/2016\/04\/05\/lezione-del-19032016-la-sostenibilita\/","title":{"rendered":"Lezione del 19\/03\/2016 La Sostenibilit\u00e1"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">SOSTENIBILIT\u00c0<\/p>\n<p>3 relatori un solo tema: la sostenibilit\u00e0. Che cosa significa per voi \u201csostenibilit\u00e0\u201d? Considerando il significato etimologico, deriva da sub+tenere, letteralmente tenere sopra, sostenere. Wikipedia definisce la sostenibilit\u00e0, in ambito ambientale, economico e sociale, come \u201cla caratteristica di un processo o di uno stato che pu\u00f2 essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente\u201d. Per l\u2019ONU, invece, lo sviluppo sostenibile soddisfa i bisogni delle generazioni presenti, senza compromettere quelli delle generazioni future. Si tratta di obiettivi realmente perseguibili? L\u2019economista e filosofo francese Latouche, nel suo libro La scommessa della decrescita (2007), propone un modello di decrescita delle societ\u00e0 dei paesi economicamente pi\u00f9 forti, basato sull\u2019ipotesi che se consumassimo di meno permetteremmo ai paesi del Terzo Mondo di crescere, livellando cos\u00ec lo squilibrio attuale, che vede l\u201980% delle risorse del pianeta in mano al 20% della popolazione mondiale. Le strategie proposte da Latouche per raggiungere lo scopo sono: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare e riciclare. Questo modello, sicuramente alto dal punto di vista morale e sociale, risulterebbe, tuttavia, di difficile applicazione: in primo luogo perch\u00e9 pensare ad una \u201cdecrescita felice\u201d, intesa sia come largamente accettata sia scevra di conseguenze sul piano occupazionale e sociale, risulta poco attuabile. In secondo luogo decrescere, significherebbe, implicitamente, non soddisfare i bisogni delle generazioni presenti. Altre soluzioni sono possibili?<\/p>\n<p>Con Angelo Cortesi (Co.EL) abbiamo affrontato il tema della Responsabilit\u00e0 Sociale dell\u2019Impresa (RSI). La Commissione dell\u2019Unione Europea nel Libro verde sulla RSI (2001) definisce la RSI \u201cl&#8217;integrazione volontaria da parte delle imprese di obiettivi sociali e ambientali nelle loro attivit\u00e0 commerciali e nelle loro relazioni con i soggetti coinvolti\u201d. Due considerazioni sono deducibili da queste poche righe: 1. La RSI \u00e8 costituita da una buone pratiche adottate in maniera volontaria; 2. Gli stakeholder di cui si deve tenere conto, nell\u2019attuazione di questi obiettivi, sono tutti i soggetti che influenzano e vengono influenzati dalle politiche e dalle azioni delle imprese. Si intuisce, a questo punto, come la RSI non sar\u00e0 costituita da una serie di leggi imposte dallo Stato di appartenenza, ma da norme etiche, universalmente condivisibili e applicabili. Ma come siamo arrivati a sentire il bisogno di imporci queste regole? Vi ricordate lo scandalo di cui si rese protagonista la Nike nel 1995? Insomma, si scopr\u00ec che la multinazionale statunitense non solo aveva delocalizzato la produzione in paesi economicamente sottosviluppati, ma aveva anche scelto di utilizzare, per cucire i suoi costosi palloni, la manodopera infantile. In seguito, nel 1997, venne creata la prima norma etica, nota con la sigla SA8000, che altro non era che la somma, l\u2019aggregazione, di norme precedenti, inerenti il rispetto dei diritti inviolabili dell\u2019uomo. Nell\u2019ultimo ventennio, nuove norme, facenti riferimento a differenti ambiti, sociali e ambientali, sono state elaborate. La sintesi della responsabilit\u00e0 dell\u2019impresa \u00e8 racchiusa nella ISO26000 (2010), nella quale vengono imposti e auspicati il rispetto dei diritti umani, degli standard internazionali, della legge e degli stakeholder. Oltre a questi concetti, che afferiscono principalmente alla sfera dell\u2019etica morale, la norma prevede altri due punti: la trasparenza, nell\u2019attuare e nel perseguire gli obiettivi dell\u2019azienda e nella scelta consapevole delle provenienza delle materie prime e la responsabilit\u00e0, vale a dire l\u2019impegno, da parte delle imprese, nel rispondere delle proprie azioni e\u00a0delle conseguenze che ne derivano e nel valutare l\u2019impatto che il loro operato ha avuto, sta avendo ed avr\u00e0 sulla societ\u00e0, sull\u2019ambiente e sullo sviluppo. Che cosa possono fare i consumatori per premiare le aziende che si impegnano a rispettare queste buone prassi? Riprendo una definizione dell\u2019economista Leonardo Becchetti (Il mercato siamo noi, 2012), \u201cLa forza decisiva per costruire dal basso un benessere equo e sostenibile sar\u00e0 il \u201cvoto col portafoglio\u201d. Ovvero la sempre maggiore consapevolezza dei cittadini che le loro scelte di consumo e risparmio sono la principale urna elettorale che hanno a disposizione\u201d. Le linee guida della Commissione Europea non sono le sole a porre l\u2019attenzione sullo sviluppo sostenibile. Nel 2010 \u00e8 nata la Federazione per l&#8217;economia del bene comune, nella quale il bilancio del bene comune si misura calcolando quanto un\u2019organizzazione fa per il bene comune. L&#8217;Economia del Bene Comune (EBC) consiste, pertanto, in \u201c un sistema economico alternativo, fondato su valori che promuovono il bene comune. L\u2019economia del bene comune \u00e8 una leva di cambiamento sul piano economico, politico e sociale \u2013 un ponte tra il vecchio ed il nuovo\u201d (http:\/\/www.economia-del-bene-comune.it\/it). Nel pomeriggio l\u2019aula \u00e8 stata animata da Giovanni Pastorino, imprenditore proprietario della Deltacalor e da mons. Franco Cecchin, prevosto della basilica San Nicol\u00f2 di Lecco. Entrambi hanno toccato il tema della giornata, declinandolo, chiaramente, in base al proprio ambito di interesse.<\/p>\n<p>Giovanni Pastorino ci ha inoltre spiegato quali sono i valori e le scelte che hanno portato la sua azienda ad essere competitiva su di un mercato maturo a livello sia nazionale sia europeo: innovazione e creativit\u00e0. Il risultato del lavoro sinergico di queste due componenti, si pu\u00f2 esplicitare in brevetti, che garantiscono la propriet\u00e0 intellettuale e tecnologica dell\u2019innovazione apportata. Un consiglio a noi giovani? Siate trasparenti, proattivi e imparate le lingue! Ultimo intervento della giornata: mons. Cecchin, il quale ci ha fatto riflettere su come la sostenibilit\u00e0 sociale sia imprescindibile da quella economica. Don Franco ha, inoltre, considerato il significato etimologico del termine. Applicando il significato \u201csostenere\u201d all\u2019agire di ogni singola persona ci ha suggerito di non disperdere energie in tante piccole attivit\u00e0 non necessarie e superflue ma di concentrare le nostre forze su obiettivi specifici e realizzabili. Concludo riportando una fiaba della tradizione orale africana: Un giorno nella foresta scoppi\u00f2 un grande incendio. Di fronte all&#8217;avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza piet\u00e0. Tutti, tranne un piccolo Colibr\u00ec, che raccoglieva una goccia d&#8217;acqua nel suo becco e la portava sull&#8217;incendio. E poi di nuovo via: ritornava al laghetto raccoglieva una goccia d&#8217;acqua e la portava nuovamente verso il fuoco. Il Leone, vedendolo intento in questo lavoro, gli chiese: \u201cMa che combini? Non vedi che la Foresta brucia e che tutti gli animali scappano. Cosa pensi di fare?\u201d. Il Colibr\u00ec guard\u00f2 il Leone negli occhi e gli disse: \u201cIo faccio la mia parte\u201d.<\/p>\n<p>Laura<\/p>\n<iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.lecco100.it%2Findex.php%2F2016%2F04%2F05%2Flezione-del-19032016-la-sostenibilita%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;\" allowTransparency=\"true\"><\/iframe>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOSTENIBILIT\u00c0 3 relatori un solo tema: la sostenibilit\u00e0. Che cosa significa per voi \u201csostenibilit\u00e0\u201d? Considerando il significato etimologico, deriva da sub+tenere, letteralmente tenere sopra, sostenere. 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