Chiedo a Google o all’intelligenza artificiale?

«Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.» Sun Tzu – L’arte della guerra

Nei miei corsi divido le lezioni in due gruppi, L’onda umana e L’onda tecnologica.

Il mese di dicembre sta portando doni tecnologici che fino a un anno fa non erano disponibili al grande pubblico.

Il cambiamento

Ci sono momenti in cui le cose cambiano, e nella tecnologia il cambiamento è on/off, prima non c’era WhatsApp e ora c’è WhatsApp. Prima si parlava e si vedeva l’intelligenza artificiale solo nelle software house, ora la possiamo usare in prima persona via internet. La velocità è misurata con il tasso di adozione, come potete vedere nel sito: https://ourworldindata.org da cui è tratta l’immagine di copertina di questo articolo.

L’adattamento

La citazione all’arte della guerra è riferita al fatto che noi non governiamo la tecnologia, ce la troviamo davanti e scegliamo se usarla o no. Il problema è che se la rifiutiamo saremo costretti a subirla, l’esempio più eclatante sono i cellulari. Io lo chiamo il paradigma della nonna “Se mia nonna non sa usare il telecomando non vedrà la televisione.”

Dal mio punto di vista ci sono tre tipi di tecnologie:

  1. PRESENTI ovvero quelle che siamo già abituati ad usare come gli elettrodomestici, cellulari e computer. Questi li usano tutti e richiedono quindi velocità di lavoro, perché sono tanti e usati nello stesso tempo di lavoro. Pensate a quanti programmi avete aperti in una normale mattinata, la posta, il browser, una videoscrittura o un foglio elettronico, un gestionale, l’agenda e sul cellulare Tik-Tok, WhatsApp, Instagram e tanti altri.
  2. EMERGENTI ovvero quelle che si stanno imponendo oggi ed alle quali ci dovremo abituare, come è stato per i social network, WhatsApp o Google. Non li puoi evitare, quindi sono i più pericolosi perché devi trovare una motivazione che ti permetta di accettarli. Stiamo parlando oggi della Blockchain e dell’Intelligenza artificiale integrata con gli strumenti di lavoro quotidiani.
  3. POTENZIALI ovvero quelle che stanno arrivando ma ancora non hanno raggiunto il grande pubblico. Sappiamo che esistono perché ne parlano i media, ma il numero di utilizzatori è ancora piccolo. Ad esempio, i visori per la Realtà Virtuale, i metaversi e gli NFT (Non fungible token). Queste tecnologie sono scommesse e richiedono attenzione perché possono influenzare il mercato degli investitori e aprire nuove opportunità di lavoro.

Come spesso dico in aula, se vuoi sopravvivere ti devi adattare. Se sei sopravvissuto avrai sempre il tempo di discutere, giustificare, motivare il cambiamento. Intanto si va avanti.

L’intelligenza artificiale sul mio pc

La prima AI disponibile al pubblico in tutto il suo splendore utilizza le librerie GPT ed è possibile accedervi con una semplice iscrizione. si trova all’indirizzo https://chat.openai.com/.

Le lingue che ho provato sono l’inglese, il francese e l’italiano. Ad ogni domanda o affermazione la AI risponde nella stessa lingua e se non riesce a tradurre risponde in inglese.

A differenza di Google quando inizia una sessione di domande la AI ricorda quelle precedenti, quindi, se gli chiedo di recitarmi le promesse di matrimonio dal film “4 matrimoni e un funerale” poi posso farle domande sui personaggi, ad esempio “chi era Gareth?” e lui mi risponderà circa il personaggio dello stesso film.

Un’altra differenza è che la AI usa un database, in questo momento arriva al 2021 e un sistema di elaborazione che prevede il dialogo come forma di risposta.

Dal punto di vista linguistico la AI:

RISPONDE a domande, ma non essendo collegata in tempo reale a servizi di informazione non sa che ore sono o che tempo fa. Però posso chiedere informazioni su cinema, libri, scienze, programmazione e le molte informazioni contenute nei suoi database. Ad esempio:

OBBEDISCE ad ordini, come:

Dopo qualche settimana di utilizzo ho visto che ogni giorno capita di usare la AI in alternativa a Google, soprattutto quando hai un argomento da approfondire o vuoi una risposta diretta. Provate, Provate, Provate.

Disegnare con l’AI

Se avete un’iscrizione a Discord potete provare il server Midjourney con gli utenti Newbies, semplicemente scrivendo in inglese cosa volete che disegni, usando il comando /imagine. Per esempio, un cucciolo di Labrador nero.

Scrivere software con l’aiuto dell’AI

Dal punto di vista professionale ci sono delle applicazioni che aiutano in modo specifico un programmatore a scrivere pezzi di codice, appoggiandosi su milioni di esempi presenti online. Ad esempio https://github.com/features/copilot.

In pratica è possibile chiedere a Copilot di generare un pezzo di codice che cerchi un tweet su Twitter, che disegni un cerchio, che carichi un file o qualsiasi altra azione ripetitiva che rischiamo di riscrivere ad ogni nuovo progetto. Poter richiedere di generare algoritmi standard al volo è molto più comodo che sapere dove andare a cercarli nelle cose già scritte, posto che ne siamo a conoscenza.

Copilot support diversi linguaggi e framework fra i quali Javascript, Python, Java, Go, Ruby, Angular e si integra con diversi editor:

Cosa ci possiamo aspettare

timeo Danaos et dona ferentes «temo i Danai [= i Greci], anche quando recano doni»). – Parole che Virgilio (Eneide II, 49) fa pronunciare a Laocoonte, quando vuol dissuadere i Troiani dall’accogliere nella città il cavallo di legno lasciato dai Greci.

Questa nuova generazione di applicazioni arriva finalmente al pubblico e gli esempi sopra citati verranno presto integrati ancora di più, ad esempio in tutte le applicazioni che usiamo per scrivere, una fra tutte: Notion.

Questo significa che possiamo contare su una memoria aggiuntiva in linguaggio naturale che ci potenzia ogni volta che serve, suggerendo informazioni, sintetizzando testi, aiutandoci nel creare e gestire contenuti, nel nostro linguaggio naturale.

Diventerà più che mai vero il detto che le lingue sono strumenti, più parole sai più cose puoi fare. L’esperienza mi fa pensare che ci saranno effetti collaterali che come al solito non riusciamo a immaginare. Quindi ricordo la citazione sui greci e i vecchi Star trekker come me potrebbero ricordare “Non fidarti dei Romulani che portano doni”.

Come diceva il filosofo Umberto Galimberti siamo molto più bravi a creare qualcosa che a prevedere gli effetti di quello che creiamo. Intanto godiamo dei vantaggi 🙂


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