Lezione del 14 febbraio : Mediazione e gestione degli obiettivi

La giornata di Venerdi 14 febbraio è cominciata con l’intervento del dott. Massimiliano Ferrari ,che con passione, ci ha spiegato il tema della Mediazione analizzando i meccanismi di ADR: alternative dispute resolution , ovvero quelle tecniche specifiche che aiutano le parti coinvolte a trovare una soluzione.

Massimiliano Ferrari approfondisce il tema della Mediazione

Durante il corso della mattinata, ci è stato spiegato che mediare non significa trovare un semplice punto d’incontro ma ha più precisamente lo scopo di supportare le parti a trovare una soluzione che possa essere la migliore per entrambe, con valore legale e senza l’intervento del giudice.

La figura del MEDIATORE, ci dice Ferrari, non decide chi ha ragione nè ricopre la figura di giudice o arbitro ma ha il compito di utilizzare un metodo alternativo per far si che le parti giungano ad un accordo che risulti conveniente ad entrambe. Questo metodo però ha valenza soltanto se le parti riescono a capirne il valore aggiunto, ragion per cui il mediatore durante il primo incontro ha il compito di convincerle, esponendo le varie ragioni che dimostrano che risolvere attraverso la mediazione è conveniente.

Per fare tutto questo ci sono delle tecniche specifiche:

Innanzitutto, secondo Ferrari , in una mediazione  è necessario lo spostamento dell’attenzione della posizione presa dalle parti verso i reali interessi e bisogni di ciascuno: il mediatore deve essere molto bravo nell’ascolto attivo, non deve favorire le domande chiuse ma quelle aperte utilizzando anche tecniche posturali e linguaggio del corpo. Deve riuscire ad essere empatico, quindi in grado di mettersi in terza persona se necessario: si tratta di “allargare la torta” ovvero lasciar parlare le parti interessate con lo scopo di andare oltre al problema in se , tenendosi aperte altre questioni.

Il linguaggio GIRAFFA

Un altro argomento affrontato, per gestire una mediazione è il Linguaggio Giraffa.

Ci è stato fatto l’esempio in cui ,durante una mediazione , uno dei due avvocati delle parti arriva in ritardo: partendo da questo presupposto abbiamo analizzato la gestione dell’evento con gli occhi del mediatore. Ci è  stato quindi spiegato che questo metodo (chiamato della giraffa perche quest’ultima è l’animale con il cuore piu grande di tutti e la maggior distanza tra cuore e cervello,)  risulta efficace perchè  determina la distinzione tra i fatti reali e le emozioni: questo linguaggio non deve essere troppo tecnico ne macchinoso, non deve dare fastidio a nessuno ne favorire qualcun altro: deve far sentire le parti allo stesso livello rispettando tutti.

Una volta terminata la mattina, dopo una piacevole pausa pranzo, il pomeriggio è continuato con Alessio Sperlinga che ha condotto il suo intervento sull’analisi degli obiettivi. 

Alessio Sperlinga, parla della gestione degli obiettivi

                                      

Ci ha parlato in maniera generale della comunicazione definendo che non esistono regole certe sul suo utilizzo essendoci canali di comunicazione differenti a seconda di quello che ci serve; che è piu difficile fare qualcosa piuttosto che dirla e che siamo tutti divergenti l’uno dall’altro ma che qualunque cosa noi faremo avremo sempre l’esigenza di raggiungere un Obiettivo.

Attraverso un esempio ci è stato spiegato che un Obiettivo per essere tale

  • deve essere CONCRETO  e MISURABILE (quantificato e tempificato)
  • deve essere in primis RAGGIUNGIBILE
  • deve essere STIMOLANTE, perché se non lo è non è un obiettivo ma bensì un compito.  Se non è stimolante non è nemmeno raggiungibile perciò queste due caratteristiche risultano strettamente legate tra di loro.
  • deve essere SCRITTO per diventare un impegno da prefiggersi.

Nel momento in cui affido un obiettivo da raggiungere a qualcuno,si parte da una situazione che deve essere condivisa ma la strada che quest’ultimo deve percorrere per raggiungerlo non la devo dirigere io, altrimenti gli sto soltanto affidando un compito.

La giornata si è conclusa con la spiegazione del pensiero positivo americano:

si parte da un desiderio che è l’obiettivo, da qui c’è la necessità di concentrarsi sulla visualizzazione del risultato e quindi la pianificazione delle azioni che servono per giungere alla realizzazione di esso. Considerando questo procedimento, va calcolata anche la probabilità che un imprevisto rovini il processo.

Tutto questo è spiegato attraverso il metodo Woop

W (wish) desiderio, trasformato in obiettivo ben definito

O (outcome) visualizzazione del risultato

O (obstacle) sono gli imprevisti : ma se gia si mette in conto che potranno verificarsi degli ostacoli, comincerai a visualizzare in anticipo il modo di superarli.

P (planning) il modo giusto per raggiungere quel risultato.

Utilizzando questo metodo, in classe ognuno di noi ha visualizzato il suo personale obiettivo, analizzato gli imprevisti e pianificato la realizzazione.

Laura Rota                                      

E’ INIZIATA la decima edizione del master

Oggi, 7 febbraio 2020, presso la sede di Confcommercio Lecco, è iniziata la decima edizione del Master manageriale; il tema, per quest’anno, sarà la Responsabilità.

Sono le 9 del mattino, sta per iniziare una nuova esperienza. I sette ragazzi, desiderosi di intraprendere questo nuovo percorso, si incontrano nell’aula; i responsabili del progetto si presentano, poi tocca ai nuovi giovani. La prima parte della giornata è stata dedicata alla presentazione del tema della Responsabilità.

Alessio Sperlinga introduce il tema della Responsabilità

Alessio Sperlinga, project manager, informatico ed informatore freelance, definisce la responsabilità come una caratteristica tipica della persona umana (non dell’individuo), legata all’agire sociale; è responsabile colui che sa dare una risposta alle proprie azioni e alle relative conseguenze, colui che si fa carico delle proprie azioni assegnandole il giusto peso, colui che vive in un mondo aperto e continuamente instaura relazioni interpersonali.  Per qualsiasi azione che si intende effettuare, è necessario intraprendere prima una fase di riflessione.

La responsabilità porta con sé degli imprevisti (algoritmi, parole, opere ed omissioni): l’avvento della rivoluzione industriale rende sempre più difficile prevedere con certezza le conseguenze delle proprie azioni e comportamenti.

Come porre rimedio a questa situazione?

Gli imprevisti possono essere “aggiustati” e lo si può fare attraverso 3 metodi:

1) la “retta visione” che prevede lo studio e la riflessione;

2) la “retta parola” che ingloba al suo interno la capacità di scelta;

3) la “retta azione” riferita alle modalità di azione.

Parlare di responsabilità significa parlare anche di libertà: “la responsabilità di essere liberi, la libertà di essere responsabili”.

Alessio Sperlinga passa la parola all’imprenditore Angelo Cortesi, titolare del mollificio Co.El. Srl a Torre de’ Busi.

Angelo Cortesi, attraverso la sua esperienza imprenditoriale testimonia la Responsabilità Sociale d’Impresa.

Cortesi ha raccontato la sua storia e quella della sua azienda, soffermandosi sulla figura dell’imprenditore come seme della responsabilità (“intraprendere” e “farsi carico” sono due azioni tipiche di un imprenditore) e dotato di caratteristiche vincenti quali: la capacità creativa ed innovativa, l’ars combinatoria (capacità di organizzare e coordinare capitale, persone e tecnologie) e la propensione al rischio accompagnata da una profonda fiducia nell’avvenire.

L’Italia tra il 2007 e 2008 è stata colpita da una grave crisi economica; non tutti ne sono usciti, sono sopravvissuti soltanto coloro che hanno fatto di tale momento negativo uno stimolo per la crescita, per l’innovazione e per il cambiamento.

È anche e soprattutto da questi avvenimenti negativi che emerge la responsabilità.

Giunge l’ora di pranzo, i ragazzi dovranno ritrovarsi alle 14, pronti per l’incontro con Antonio Peccati presidente di Confcommercio Lecco e manager di Allianz Bank.

Antonio Peccati, presidente di ConfCommercio testimonia la sua esperienza imprenditoriale nel settore finanziario.

Peccati racconta le sue esperienze giovanili come l’arrampicata e l’alpinismo e quelle successive prima come bancario e poi come consulente finanziario.

È importante crescere, fare ciò che ci permette di crescere, essere sempre pronti alle occasioni che si presentano ed essere in grado di impegnarsi perché tanto più è maggiore l’impegno, tanto più grande sarà la responsabilità.

Davvero una bella testimonianza!

La giornata sta per giungere al termine e l’aula accoglie gli ultimi ospiti: alcuni giovani che negli anni precedenti hanno frequentato il Master.

Daniele Redaelli, ingegnere
Marta Perego, ingegnere ed architetto

Ciascuno raccontando la propria esperienza è in grado di stimolare, creando la giusta carica per affrontare questo nuovo percorso.

Lucia Ciampaglia, laureata in giurisprudenza
Erica Riganelli, psicologa

Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla” (Martin Luther King).

Buon Master a tutti!

Alessia Lombardi

TESTIMONIAL #25

Sono Marco Piatti, ho 32 anni e ho frequentato l’ edizione 2015 del Master promosso dall’Associazione Lecco100.

La passione per il marketing e per i social mi ha portato ad entrare in contatto con l’Associazione Lecco100 e il suo Master.

Nel 2014, verso dicembre, stavo progettando il mio futuro post universitario. Mi sarei laureato a marzo e non avevo la minima idea su cosa mi avrebbe riservato il futuro.

Laurea specialistica? Un Master per approfondire gli argomenti che tanto mi piacciono? Iniziare a lavorare?

Aprii il mio pc e iniziai a cercare su Google se nella zona di Lecco c’era la possibilità di frequentare un corso che trattasse, in modo approfondito, del marketing.

Mi ritrovai sul sito di una “strana” Associazione lecchese che proponeva a giovani talenti un percorso formativo gratuito e poco impegnativo in termini di tempo (le lezioni si svolgono un giorno a settimana).

Scrissi subito una mail per chiedere maggiori informazioni e mi ritrovai, dopo pochi giorni, ad un pranzo conoscitivo con i responsabili del Master e con alcuni miei futuri compagni. In realtà non si trattava di un semplice pranzo ma di un test per verificare la mia motivazione e probabilmente riuscii a trasmetterla perché poco dopo mi fu comunicato che ero stato selezionato per partecipare al Master 2015.

Le lezioni iniziarono proprio in questo periodo (inizio febbraio 2015) e capii subito che non era un corso “ordinario”.

Le lezioni in aula sono completamente diverse da quelle universitarie. Non c’è un professore/formatore che spiega la sua materia seduto alla cattedra ma gli incontri sono strutturati per essere un continuo scambio di informazioni e di opinioni.

I giovani hanno inoltre l’opportunità di incontrare alcuni imprenditori del territorio lecchese che dedicano parte del loro tempo per raccontare le loro esperienze e per rispondere alle curiosità.

C’è la possibilità di lavorare in gruppo a progetti reali, offrendo così l’occasione ai giovani di mettersi in gioco e imparare dai propri compagni.

Sarei falso se dicessi che tutte le lezioni mi sono piaciute allo stesso modo ma sicuramente tutti gli argomenti trattati mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze e di poter crescere.

Il Master è pensato per offrire degli spunti ai giovani che ancora non hanno le esperienze e le conoscenze degli adulti, per poter in questo modo costruire il proprio bagaglio culturale.

Una delle cose che ho imparato grazie a questo Master è di guardare (o almeno cercare di farlo) le cose da un punto di vista diverso per risolvere i problemi che mi trovo ad affrontare nella vita quotidiana e nel lavoro.

Un’altra cosa che ho potuto apprendere riguarda l’importanza di lavorare su sé stessi. Ogni persona deve seguire le proprie passioni e i propri sogni, concentrarsi su tutti gli aspetti in cui si sente preparato, unico e forte e sviluppare queste conoscenze per diventare “iper-qualificato”.

In futuro vorrei partecipare ancora a qualche lezione del Master per tenermi aggiornato e per ampliare le mie conoscenze su determinati argomenti.

Concludo consigliando la partecipazione al Master solo a quelle persone che realmente vogliono cambiare la loro vita e affrontare una sfida.

Se sei una persona convinta di non poter apprendere nulla di nuovo e che non è motivata a mettersi in gioco NON è un corso adatto a te.

Marco

testimonial #24

Il master per me è stata una opportunità di crescita personale, perché per come è strutturato il percorso di formazione, hai la possibilità di andare oltre i tuoi limiti e sfidarti ogni volta, testando nella vita di tutti i giorni quello che hai appreso.

È un master con un grosso focus sull’individuo, ma anche sul concetto di comunità e di responsabilità etica, anche alla luce dei grossi cambiamenti che il panorama internazionale sta vivendo.

Lo consiglio vivamente a tutti perché se correttamente sfruttato, ti permette di allargare i tuoi orizzonti ed evolvere.

Matteo Piffaretti

TESTIMONIAL #23

Se dovessi definire con una parola sola la mia esperienza con il Master Lecco100 userei la parola Sorpresa.

Già piacevole sorpresa!
Non risiedevo ancora in provincia di Lecco quando mi è capitato di leggere questa iniziativa e non immaginavo neanche potesse regalarmi tanto ed invece sono rimasta soddisfatta e contenta di averla vissuta.
Rappresenta un’ottima opportunità di crescita personale, grazie all’incontro con docenti ed imprenditori competenti che affrontano in ogni giornata temi interessanti e stimolanti, guidati poi da ottimi consigli ed esempi di esperienze personali e non.


Non si tratta del classico corso universitario insegnante-allievo, ma tutti sono sullo stesso livello, ed è così che si genera valore in un clima di accoglienza e curiosità da entrambe le parti.
Bellissima esperienza che consiglio sia per i docenti che per i contenuti trattati (tanti e soprattutto utili) e per lo splendido gruppo di colleghi che ho conosciuto!
Grazie!

Lucia Ciampaglia 

TESTIMONIAL #22

Secondo il punto di vista dell’imprenditorialità, un talento è un professionista impegnato a mettere in pratica le sue capacità per ottenere risultati sempre migliori. In altre parole, avere talento significa unire competenza e impegno – e questo è esattamente quello che il Master Lecco100 dona ai suoi giovani partecipanti.

Mi chiamo Erica, mi occupo di formazione ed orientamento al lavoro e sogno la libera professione come Psicologa del Lavoro & HR. Il Master Lecco100 è stato per me un percorso di introspezione, alla scoperta dei miei punti di forza sul piano personale e professionale, ma soprattutto delle mie aree di miglioramento.

Il Master propone un programma di formazione ricco, valido ed interdisciplinare, permettendo in ogni incontro la scoperta di novità e allo stesso tempo il consolidamento di nozioni già esplorate. È un’esperienza di crescita che consiglio a quanti abbiano sempre sete di conoscenza, mossi da una curiosità sincera e da una spinta interna al continuo miglioramento.

Con vivo entusiasmo,
Erica Riganelli

TESTIMONIAL #21

LECCO100 è l’esperienza formativa più bella, arricchente ed entusiasmante che abbia fatto finora !

Un concentrato di nozioni di alto livello, ma anche e soprattutto di storie, esempi, condivisioni, incoraggiamenti, sostegno e supporto che a distanza di mesi fruttano ogni giorno sempre più e che serberò ed impiegherò con cura.

Qui ho trovato una palestra del futurocompleta e dei compagni di avventura magnifici !

La consiglio vivamente a chi sente la voglia ed il bisogno di trovare tutto ciò e molto di più.

Valentina Perucchini

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL 10° MASTER LECCO100

Sono aperte le iscrizioni al 10° Master Lecco100.

Il Tema del Master sarà : La Responsabilità

La responsabilità è l’effetto del nostro essere attori agenti nel mondo. Purtroppo alla grande capacità creativa umana non corrisponde una capacità di prevedere le conseguenze delle nostre creazioni e quindi il tema della responsabilità ha una declinazione globale, per l’ambiente, l’economia, la società umana.

PRESENTAZIONE MASTER 2020 Scarica la presentazione

Social Responsibility Reliability Dependability Ethics Concept

11 maggio – sicurezza informatica

L’argomento della mattinata di sabato 11 maggio è la sicurezza informatica. A chiarirne molti aspetti e a confrontarsi con i ragazzi sul tema è l’esperto di informatica del Master Lecco100, Alessio Sperlinga.

La mattinata si apre con una riflessione: la rete, che ormai tutti conoscono e in cui molti navigano quotidianamente, è nata ed è giustamente percepita come uno spazio libero e come uno strumento che ha permesso a chiunque avesse una connessione di accedere al sapere. Ma Internet è davvero uno spazio consacrato alla libertà o, in realtà, c’è il rischio di subire condizionamenti con il suo utilizzo?

In un’epoca in cui la costruzione dell’identità è un tema essenziale, non si può non tenere conto di come l’identità “online” che ognuno ha, perché la costruisce da sé o perché gli viene attribuita, spesso non corrisponda esattamente all’identità reale. Da un lato, non si ha mai la certezza che le persone con cui si interagisce su Internet siano quello che sembrano o che dicono di essere; dall’altro, a causa del sempre più sfrenato uso della profilazione, i nostri comportamenti online vengono analizzati e trasformati in dati. È come se si fosse passati dalla convinzione del “io sono quello che dico che sono” all’incubo del “io sono quello che Google dice che sono”. La nostra libertà viene quindi di fatto ridotta ed espropriata per logiche di sicurezza e di mercato.

Il nostro attaccamento alla tecnologia, inoltre, ci porta a stabilire un rapporto di profonda dipendenza dagli oggetti che ci permettono di restare sempre connessi, tanto che, se per caso dovessero rubarci il cellulare, sentiremmo di aver perso un pezzo della nostra identità.

Queste circostanze fanno sì che chiunque usi la tecnologia sia esposto a dei rischi. Senza essere fatalisti e pensare subito alle drammatiche conseguenze di un eventuale furto di identità, il fatto che i nostri dati, nel momento in cui si utilizza la rete, non siano al sicuro è una realtà che non può essere ignorata.

È per questo che, come spiega Alessio Sperlinga, è auspicabile avere un atteggiamento prudente quando si tratta di svolgere attività in rete e fornire i nostri dati. L’informatico consiglia ai ragazzi del Master di adottare alcuni accorgimenti, per arginare e limitare le invasioni della privacy e, di fatto, la limitazione della libertà personale.

Per cominciare, in luoghi potenzialmente presidiati, sarebbe bene prestare attenzione a quello che si dice e parlare pensando di essere ascoltati, poiché potrebbero esserci dei microfoni che registrano i temi di cui parliamo e le opinioni che esprimiamo.

Un altro consiglio riguarda l’uso degli strumenti di pagamento: quando si effettua un pagamento online è infatti consigliabile usare solo carte ricaricabili, e non carte di credito per via della tracciabilità delle operazioni svolte con quest’ultime.

Ambito che è forse di maggior interesse per i ragazzi del Master è quello relativo alla gestione dei profili social. Questi profili sono infatti profondamente personali e può capitare, specialmente nelle ore serali, come è stato dimostrato da alcuni studi, di scrivere cose più intime che, una volta pubblicate e condivise, rimangono nella rete per sempre. Particolare attenzione si dovrebbe prestare, in questo caso, anche alla condivisione di dati sensibili come il sesso, le opinioni politiche e sindacali, l’appartenenza religiosa; tutte informazioni che, guarda caso, la maggior parte dei social media ci invitano ad inserire non appena cerchiamo di creare un profilo.

La costruzione della propria web reputation sui profili social è cosa delicata, poiché è ormai risaputo che molti selezionatori, durante il momento di scelta dei candidati migliori per determinate posizioni lavorative “sbirciano” i profili social e tendono a classificare i candidati sulla base dei post e delle foto condivise. È per questa ragione che, nel caso si abbiano passioni particolari o interessi curiosi, è consigliabile creare vari canali in cui creare post relativi, e condividere poi questi post sulla propria bacheca dal canale, in modo da evitare di essere identificati unicamente con i propri hobby e interessi privati “a prima occhiata”.

Alessio suggerisce inoltre di fare attenzione anche alle app che si scaricano e si acquistano, poiché spesso richiedono autorizzazioni per accedere ad informazioni di altre app come la rubrica, la galleria del telefono, ecc., che non sempre risultano necessariamente connesse al funzionamento dell’app scaricata. Per quanto riguarda invece la protezione della propria privacy, è consigliabile avere delle password per ogni app, richieste all’apertura. Se siamo a corto di fantasia, la tecnologia ci viene ancora una volta in aiuto: esistono infatti al giorno d’oggi dei generatori di password, che ci permettono di non cadere nella (purtroppo affascinante) trappola di usare la stessa password per tutti gli account. Se questo infatti può sembrare molto comodo, in realtà ci espone ad innumerevoli rischi.

Un altro accorgimento che si può adottare per proteggere i propri dati e documenti è quello di ricorrere alla crittografazione, scaricando appositi programmi che consentano di proteggere i nostri dati, chiedendo una password al momento dell’accesso. Questa tecnica è molto utile anche per salvare eventuali liste di password utilizzate per diversi account, e che altrimenti ci dimenticheremmo: sarà possibile per noi averle sempre a portata di mano, ma sarebbe difficilissimo per un estraneo raggiungerle, se protette da crittografazione.

È molto importante, inoltre, fare un back up abituale dei propri dati e documenti, per evitare di esporci ai rischi di perdita e danneggiamento dei nostri file. Da ultimo, ma non per importanza, è essenziale dotarsi di un buon antivirus, da installare su tutti i nostri dispositivi elettronici.

Dopo tutti questi utili consigli, non ci resta che metterli in pratica per fare un uso consapevole della rete!

Arianna Scaglia

10 maggio educarci è una cosa seria – testimonianze di imprenditori

Educarci è roba seria

La giornata di venerdì 10 maggio ha avuto come tema principale l’educazione, che è una cosa molto seria e in seguito le testimonianze di imprenditori ed attori del territorio lecchese.

La mattinata è iniziata con l’intervento del vulcanico Johnny Dotti: scrittore, educatore, imprenditore sociale, pedagogista, docente dell’università Cattolica di Milano e della SEC.

È da molti anni impegnato nel “terzo settore” a livello nazionale ed europeo, lui stesso ha affermato di vivere in una comunità di famiglie con figli adottivi al seguito.

Ha scritto diversi libri tra cui appunto: “Educarci è roba seria”. Johnny affronta il tema dell’educazione dove, secondo la sua opinione, è una competenza dell’uomo e non imputabile meramente alla scuola o alla famiglia.

La differenza che caratterizza l’uomo dagli altri esseri viventi è la tempistica dell’educazione, infatti, essa richiede molto più tempo.

Applicando questo concetto al lavoro, senza una dimensione educativa, è molto difficile dirigere un’impresa o i propri collaboratori.

Nella fase educativa molto spesso si commettono degli errori: nel rapporto padre-figlio in cui il primo cerca di proiettare i suoi sogni su quest’ultimo, senza dargli modo di sviluppare i propri.

L’educare oltre che essere un compito molto arduo non da mai un risultato certo, rimane sempre un mistero.

I tre principi cardine nell’educazione sono:

  • Attesa
  • Essere pazienti
  • Appassionarsi

Dopo una breve introduzione attraverso la pubblicità che ai giorni nostri è rivolta a un gruppo di persone (sharing, condivisione) ecc. a differenza del passato, dove si focalizzava sul singolo individuo (tutto intorno a te).

Siamo giunti a trattare il tema della comunità, instaurata sin dai tempi dei primitivi che svolgevano le varie attività insieme per raggiungere un fine comune.

Tra i vari progetti molto cari al Docente ci sono gli oratori, intesi non solo come luoghi di formazione alla vita cristiana ma vere e proprie “piccole imprese”. Il lavoro va sperimentato sin da giovani, tramite piccoli lavoretti in grado di apportare un beneficio alla collettività e dare loro autonomia, afferma Johnny. Ai giorni nostri, molto spesso, i ragazzi dopo essersi laureati entrano nel mondo del lavoro sognando lavori iperspecializzati in posizioni manageriali che difficilmente si realizzano. Questo “modello” è ben spiegato in un altro suo libro: “Oratori generatori di speranza” che ha preso piede in alcune zone della bergamasca e della bassa bresciana.

Un altro progetto riguarda invece l’aggregazione di persone di varie fasce d’età e problematiche sociali (giovani, anziani, disabili). Secondo la sua opinione è sbagliato separarli tra loro e metterli in luoghi chiusi o strutture specializzate. Bisogna unirli tra loro come ad esempio a Milano: giovani con difficoltà nel pagare appartamenti, ospitati a casa di anziani per farsi compagnia tra loro, senza dover per forza essere i loro badanti.

Il primo ospite del pomeriggio, per il ciclo “Gli imprenditori si raccontano” è stato Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco.

La storia di Don Davide è stata molto curiosa: originario di Valgreghentino inizia a lavorare sin da quattordici anni presso una galvanica della provincia, dove afferma di aver imparato l’importanza del lavoro. In seguito ricopre diversi ruoli lavorativi in aziende del lecchese, tra cui anche per la Airoldi & Belgeri.

Nel 2001 diventa prete e per dodici anni è responsabile dell’ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Milano e portavoce di 3 arcivescovi: Tettamanzi, Scola e Delpini. Attualmente è il nuovo prevosto di Lecco.

Ci ha invitato a perseguire le cose che ci infiammano da dentro e ci danno un senso, come se fosse la nostra “chiamata”. Prestare attenzione, ascoltare le parole e i consigli dei nostri amici o delle persone che ci vogliono bene, è stato un altro suggerimento che ci ha dato nel corso della lezione.

La seconda ospite della giornata è stata l’architetto Mary Dossi, ex corsista del Master Lecco 100.

Laureata in architettura ha un suo studio in città con diversi collaboratori. Sin da subito si denota essere una ragazza molto solare, sempre con il sorriso stampato sulle labbra ma allo stesso tempo molto determinata a raggiungere i suoi obiettivi. Mary ci confida che, grazie al Master, ha capito che persona Non sarebbe voluta diventare.

Ha persino rinunciato a un’importante offerta di lavoro nel più prestigioso studio di architettura di Milano pur di essere una persona felice.

Il Master le è servito inoltre per renderla una persona e professionista migliore, facendole capire come le relazioni apportino un contributo importante per raggiungere la felicità interiore.

Il volontariato e il rendersi utile agli altri sono ottimi aggregatori sociali, afferma Mary, essendo lei stessa volontaria e organizzatrice di eventi sportivi nella città di Lecco.

Come ultimo ospite è stato il turno di Sergio Bartesaghi, imprenditore della utensileria Franco Bartesaghi di Merone, operante nel settore meccanico,

Sergio Bartesaghi con Angelo ed Emanuele Belgeri, nel 2010 hanno aderito tra i primi, alla nascita del gruppo TechnoTradeGroup® dedito alle forniture industriali. Entrambe le loro società fanno parte di questo gruppo che ne conta attualmente 44, sparse sul territorio nazionale e che ha sviluppato il proprio marchio Ttake.

Questo esempio dimostra come una sana collaborazione tra i vari attori in gioco sia notevolmente migliore e prolifica, rispetto a una concorrenza spietata, dove a rimetterci, sono tutti.

Ci ha elencato una serie di fattori, da utilizzare soprattutto in merito alle decisioni cruciali da prendere, quali:

  • Condivisione
  • Aggregazione
  • Informazione
  • Passione

Alla prossima puntata!!!

Andrea Sarcinella

il patrimonio imprenditoriale per fare impresa in un mercato che seleziona

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