lezione del 17 marzo – Gestione del conflitto e negoziazione.

Come di consueto la lezione del 17 marzo è stata molto coinvolgente, intensa e ricca di informazioni, nella prima parte della giornata abbiamo ripassato la lezione del 15.02 riguardante le Leggi della Comunicazione. In modo molto interattivo e coinvolgente abbiamo appreso che in ogni tipo di comunicazione NOI influenziamo SEMPRE e basta NIENTE  (uno sguardo, una stretta di mano, una variazione di un gesto abituale) finché un rapporto passi da positivo a negativo, tutto dipende dal fatto che ogni persona valuta le informazioni ricevute dall’esterno in base ai suoi propri valori che cambiano da individuo a individuo, in base a luogo, ambiente, cultura e religione.

Un altro punto è stata la STELLA DELLE RELAZIONI.

Da considerare importante è stato che in ogni tipo di relazione tutto dipende da come l’altro si sente in nostra presenza, quindi per poter sviluppare un buon rapporto lavorativo, commerciale e non solo “ dobbiamo occuparci generosamente dell’altro” , riconoscendo il tipo di personalità dell’interlocutore in base alle reazioni e alle azioni dell’altro, come strumento per poterlo fare possiamo utilizzare il metodo di Carl Jung.

Secondo Carl Jung, esistono quattro funzioni psicologiche di base: pensare, sentire, intuire e percepire. In ogni individuo, una o varie funzioni hanno un’enfasi particolare. Ad esempio, se una persona è impulsiva, secondo Jung, questo dipende dal fatto che le funzioni dell’intuire e del percepire sono predominanti su quelle del sentire e del pensare. A partire dalle quattro funzioni di base, Jung ritiene che si formino due grandi tipologie di carattere: l’introverso e l’estroverso. Ciascuno ha caratteristiche specifiche che lo distinguono dall’altro.

Nella seconda parte della giornata abbiamo cambiato argomento cercando di apprendere come

Conoscere e gestire ” IL CONFLITTO “

Nella vita dobbiamo essere consapevoli che Il conflitto fa parte della relazione in generale ed è un processo energizzante da gestire. Usando e applicando  il metodo di Jung, possiamo cercare di identificare gli stili comportamentali degli altri ed ADEGUARCI, riuscendo in questo modo a ridurre il numero dei conflitti.

Piero Guasco ci ha fornito quattro strumenti che ci possono aiutare a superare il conflitto: a) creare una base comune, b)ampliare le aree di conoscenza, c)raccogliere informazioni d)concentrarsi sui problemi e non sulle personalità.

In ogni caso è fondamentale ritenere  che:  ABBIAMO IL DOVERE DI RISPETTARE IL DIRITTO DELL’ALTRO DI PENSARLA DIVERSAMENTE DA NOI,

accettare che esiste un’altra opinione diversa dalla tua è un mettersi in discussione, e di conseguenza difficile da accettare dall’ individuo, ma l’ importante è che esistono entrambe le situazioni, accettarlo significa diventare più ricco è cambiare immagine mentale da negativa in positiva

Un sincero grazie al Magnifico Piero Guasco che nonostante, nonostante.. nonostante ha scelto di dedicare il suo tempo a noi per arricchirci come meglio ha ritenuto.

Ghiuli Hijazi

Lezione del 10 Marzo : Economia Civile (parte 1) e La Mediazione

LEZIONE DEL 10 MARZO 2017 – ALLA SCOPERTA DELL’ECONOMIA CIVILE E DELLA MEDIAZIONE

Anche la giornata del Master di venerdì 10 marzo si è rivelata intensa e interessante, ricca di contenuti e di spunti di riflessione. Siamo stati condotti alla scoperta dell’Economia Civile grazie all’intervento di Maurizio Benedetti, mentre Massimiliano Ferrari ci ha introdotti al mondo della Mediazione Civile e della Mediazione Tributaria.

Fiducia è stata la parola chiave su cui Maurizio Benedetti ci ha chiesto di concentrarci, ponendo la nostra attenzione sul significato originario di fides, un legame che unisce senza che venga limitata la libertà.

È stato infatti un filo rosso che abbiamo scoperto e ritrovato lungo il percorso. Un percorso con cui siamo stati aiutati a raggiungere una maggiore consapevolezza sulla situazione economico-sociale attuale e sul pensiero economico del mondo in cui viviamo oggi, grazie a due strade scelte da Maurizio: il racconto della crisi finanziaria del 2008 e della crisi economica del 2011 da una parte, un excursus storico dalle origini del pensiero economico moderno ai giorni nostri dall’altra.

Con un racconto ricco di dettagli e contenuti, Maurizio Benedetti ci ha illustrato i meccanismi e gli eventi che hanno dato origine alla crisi finanziaria del 2008 che dagli Stati Uniti ha investito il mondo intero, dal meccanismo dei cosiddetti mutui subprime, alla conseguente bolla immobiliare, ai prodotti finanziari derivati da tali mutui.

Tutti conosciamo il fallimento della Lehman Brothers e ciò che ne è seguito, fino alle conseguenze sull’economia reale che hanno portato l’Europa a vivere una nuova crisi economica nel 2011.

Qui ritroviamo il nostro filo rosso, la fiducia, in quanto ci è stato spiegato come questo circolo vizioso sia stato innescato, insieme ad altre cause, da un calo di fiducia tra gli istituti di credito stessi. Le crisi finanziarie infatti, ha affermato Maurizio, sono crisi di fiducia e per questo motivo possono essere più gravi e più lunghe delle crisi economiche, che sono cicliche e dovute al rinnovarsi di equilibri tra la domanda e l’offerta.

Ma come può essere interpretata questa crisi?

Si è verificato un atteggiamento di miopia generalizzato sia tra gli operatori che tra i regolamentatori del mercato finanziario nel guardare sia alle esperienze del passato che agli esiti futuri, fidandosi eccessivamente delle capacità di autoregolamentazione del mercato finanziario e ponendo obiettivi di profitto a breve termine mancando di lungimiranza; non da ultimo, un eccesso di avidità umana.

Altrettanto interessante è l’interpretazione del Prof. Stefano Zamagni, esponente della Scuola di Economia Civile, che vede la crisi come esito di separazione, tra economia e società, tra lavoro e impresa e tra democrazia e mercato.

Questo percorso ci ha portato a riflettere sul mondo attuale e sulle logiche che ne regolano le relazioni economico-sociali, rendendoci conto, tragicamente, che nessun insegnamento sostanziale sembra essere stato tratto dall’accaduto. Il divario tra pochi ricchi e molti poveri continua ad aumentare, e cresce il mercato di quei prodotti finanziari, ad esempio derivati quali i Futures, che speculano sulle oscillazioni di prezzo di beni di prima necessità, come i beni alimentari, a discapito delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, e molto altro.

Ci siamo chiesti allora se oggi sia possibile dare vita a un’altra economia. Maurizio Benedetti ci ha condotto alla scoperta di alcune delle scuole di pensiero economico attuali e si è focalizzato sul filone dell’Economia Civile, in cui si riconosce e che mira a riscoprire e attualizzare il pensiero dell’Abate Genovesi. Vissuto nel XVIII secolo Genovesi fondò la prima cattedra di Economia al mondo, a Napoli nel 1765. Sviluppò un pensiero economico in opposizione a quelli a lui contemporanei e fondato sui principi di fiducia, il nostro filo rosso, reciprocità, felicità pubblica ed equità sociale.

Ha fatto poi un richiamo ad Adam Smith, contemporaneo di Genovesi, con parallelismi e successive distorsioni, e al pensiero di Carlo Cattaneo. Ci ha spiegato poi che nel corso dell’Ottocento si è assistito a un declino della tradizione italiana dell’Economia Civile a favore di teorie utilitaristico-marginaliste che si sono diffuse nel mondo degli affari e delle accademie opponendosi al riaffiorare, nella seconda metà del Novecento, dell’antico progetto dell’Economia Civile basato sulla felicità pubblica.

Quale altra economia è allora possibile oggi?

Ci rendiamo conto che oggi l’acquisto di beni non è più solo finalizzato alla stretta utilità e al soddisfacimento di un bisogno, ma ha anche lo scopo di raggiungere uno status sociale. Di conseguenza si dedicano più tempo e più energie al lavoro per potersi permettere di consumare, a discapito dei beni relazionali, cioè dei rapporti umani.

Alla luce di questa realtà ci viene proposto da Maurizio Benedetti, e da Lecco 100, il punto di vista dell’Economia Civile che si propone di riportare il mondo economico attuale, italiano in primis, ai valori di fiducia, reciprocità, felicità pubblica ed equità sociale propri di Genovesi.

La lezione è stata ricca di contenuti e molto teorica, ma attendiamo ora la seconda giornata dedicata all’Economia Civile per comprenderne le applicazioni pratiche possibili oggi e alcuni suggerimenti da poter far nostri alcuni di questi ideali.

Il pomeriggio ci ha invece introdotti al mondo della Mediazione, Civile e Tributaria, grazie all’incontro tenuto da Massimiliano Ferrari, Dottore Commercialista titolare dello Studio Ferrari & Associati di Lecco.

Il forte messaggio che Massimiliano ha voluto trasmetterci, al di là delle nozioni tecniche, essendo egli stesso un mediatore, è che la mediazione è innanzitutto un paradigma culturale che è importante diffondere e sostenere nella società di oggi.

La mediazione viene sollecitata dalla Comunità Europea e non si può negare, d’altra parte, che rappresenterebbe un importante strumento a sostegno dello stesso sistema della Giustizia italiana per far fronte agli eccessivi costi e carichi di lavoro di giudici e tribunali.

Non sono pochi, però, spiegava Massimiliano, gli ostacoli a livello culturale che ancora oggi si oppongono a questa pratica.

Due ragazzi del gruppo sono stati chiamati a simulare una controversia permettendo a Massimiliano di condurci alla scoperta delle logiche della mediazione civile. Abbiamo compreso innanzitutto come il mediatore debba essere un soggetto terzo imparziale, neutrale e indipendente, oltre che competente in tecniche di comunicazione e in tecniche di mediazione. Il suo compito è quello di far emergere le problematiche e condurre le parti a una soluzione, con un ruolo quindi facilitativo, diversamente da un giudice che in una causa ha un ruolo valutativo e potere decisionale.

A conclusione della giornata Massimiliano ha fatto cenno anche alla mediazione tributaria, che viene attuata in caso di accertamenti da parte del fisco e che presenta, però, non poche differenze rispetto alla mediazione civile.

Quest’ultimo è stato un passaggio piuttosto tecnico, con cui però Massimiliano ci ha trasmesso ancora una volta l’importanza di un atteggiamento volto alla mediazione.

La giornata è stata sicuramente impegnativa perché molto ricca di contenuti, ma come sempre molto intensa e coinvolgente perché caratterizzata dal grande entusiasmo di chi, ancora una volta, ha dedicato il proprio tempo per trasmetterci i valori in cui crede.

Marta Perego

Lezione del 03 Marzo : Responsabilità Sociale d’Impresa

La giornata del 3 marzo si è aperta con l’intervento di        Angelo Cortesi.

Una delle prime questioni che abbiamo affrontato è il perché sia avvenuta la crisi del 2008: la crisi è stata causata dall’avidità miope dell’uomo, spinta da una teoria economica schizofrenica e antropologicamente riduttiva. Ci ha poi proposto una possibile soluzione, ossia quella di adottare una visione di più ampio respiro e di perseguire il bene comune, ciò permetterebbe di realizzare profitto attraverso la creazione di un valore condiviso. Abbiamo poi riflettuto di come il profitto dovrebbe essere un mezzo e non il fine di un’impresa e di come la massimizzazione del profitto fine a sé stesso abbia creato distorsioni nel tessuto dove opera l’impresa e abbia causato scandali e sfiducia della società civile nelle imprese.

Successivamente ci siamo spostati sul tema della responsabilità. Angelo ci ha chiesto cosa caratterizzasse secondo noi un’azienda responsabile e abbiamo pensato che un’azienda responsabile per essere definita tale debba essere attenta all’ambiente, onesta, rispettosa delle risorse umane, attenta alla formazione dei lavoratori e che tiene conto delle conseguenze delle proprie azioni.

Abbiamo poi riflettuto su come noi pretendiamo che politici, manager e imprenditori siano responsabili, se poi nelle scuole e nelle università non si parla e non si diffonde in generale una cultura di responsabilità.

Infine abbiamo parlato del perché le aziende debbano diventare responsabili: perché il desiderio degli uomini di aumentare le proprie ricchezze senza preoccuparsi degli effetti che sarebbero conseguiti ha causato diverse emergenze. Queste sono quella ambientale come il riscaldamento globale; i disastri ambientali come il caso del Danubio rosso o di Fukushima; il consumo di risorse, infatti ad oggi il 20% degli abitanti consuma l’80% delle risorse mondiali. Abbiamo parlato in aggiunta delle soluzioni che potrebbero essere adottate, prendendo in analisi la teoria della decrescita di Serge Latouche, la teoria delle 8 “R”: rivalutare, ristrutturare, ricontestualizzare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare.

In conclusione di giornata ci ha fatto visita Monsignor Franco Cecchin,

che con delle domande anche provocatorie ha saputo innescare in noi una reazione positiva, ponendoci domande per conoscere meglio la nostra persona. Dapprima ha esordito con “Che senso ha la tua vita?” facendoci capire che nella vita bisogna avere degli obiettivi e che una persona cresce in base agli obiettivi che si pone.

Federica Piloni

Lezione del 24 febbraio – PUBLIC SPEAKING : LE TECNICHE PER UNA PRESENTAZIONE DI SUCCESSO

Il 7° Master Manageriale “Competenza, Convinzione, Cuore” per la gestione delle risorse in azienda organizzato da Lecco100 prosegue alla grande!

Venerdì 24 febbraio la formazione imprenditoriale si è focalizzata su uno degli argomenti più importanti, ma talvolta trascurati o non sufficientemente valorizzati: il Public Speaking.

Ospite relatore di questo appuntamento Domenico Esposito, Commercial Training & Manager presso StanleyBlack&Decker.  In parole più semplici è il responsabile della formazione in uno dei marchi internazionali più importanti per la produzione e la vendita di utensileria e attrezzi utilizzati sul lavoro.

Domenico ci ha presentato nella fase iniziale della giornata la storia, i prodotti e gli obiettivi della sua azienda e del suo ruolo all’interno di questa, già dimostrando in prima persona le sue eccellenti competenze di trainer e relatore.

Grazie ad un percorso guidato, durante la giornata abbiamo ricevuto importanti nozioni, consigli e linee guida per riuscire a realizzare e a comunicare una presentazione efficace, analizzando questa non solo dal punto di vista del momento esclusivo del talk, ma osservando tutti gli elementi che la distinguono prima e dopo.

Una presentazione efficace deve tenere conto infatti non solo del contenuto ma anche della forma con cui questo deve essere comunicato al nostro pubblico, personalizzato sulla base delle persone a cui ci rivolgeremo, insieme ad una serie di fattori e accorgimenti, il tempo a disposizione in primo luogo. La preparazione è inoltre molto importante, nulla viene lasciato al caso: disposizione della sala, attrezzature necessarie, il team che deve essere predisposto per la buona riuscita di una riunione o un talk di successo.

Partendo ad inizio giornata da tre prove di speech tenute da tre fortunati sorteggiati nel gruppo, i quali hanno avuto l’opportunità di presentarsi di fronte al relatore e ai compagni in un tempo di 5 minuti, abbiamo avuto modo di capire in modo diretto quali fattori incidono nel Public Speaking, quali elementi dobbiamo tenere in conto e quali punti migliorare su di noi per poter essere anche noi dei relatori efficaci.

La giornata di formazione in Public Speaking si è rivelata essere un appuntamento assolutamente importante per la creazione di un imprenditore e manager di successo, una giornata che ci ha permesso di acquisire in modo diretto nuove competenze: un grazie a Domenico Esposito di StanleyBlack&Decker per la professionalità e la chiarezza espositiva dimostrata.

Francesco Dell’Oro

Lezione del 18 Febbraio 2017 – Le Mappe Mentali

Terzo appuntamento per il  VII Master manageriale per la gestione delle risorse in azienda  Competenza, Convinzione, Cuore.

Sabato 18 febbraio 2017 Alessio Sperlinga, informatico e formatore, ha introdotto il tema delle Mappe Mentali.

Una qualità non certo trascurabile per qualunque professionista, ma ancor più per un aspirante manager, è senz’altro la capacità di saper memorizzare.

Ma quando le informazioni da assimilare sono numerose o concettualmente molto diverse tra loro, come possiamo ottimizzare il nostro tempo e potenziare la nostra naturale capacità di ricordare?

Sin dal passato,  da Cicerone che promuoveva la tecnica dei loci, efficace principalmente per memorizzare elenchi di parole, a Leonardo da Vinci, pioniere della mappe mentali, molto si è scoperto sulle potenzialità del nostro cervello e sulla capacità di ricordare e rielaborare tutto ciò che apprendiamo ogni giorno.

E’ con Tony Buzan, psicologo inglese, ideatore di strategie e tecniche di apprendimento, nonché  autore di numerosi manuali a tema, che nei primi anni Settanta del Novecento si afferma l’indiscussa efficacia delle Mappe Mentali: strumenti che consentono di ottimizzare i tempi di studio, riducendo considerevolmente il tempo in funzione di una aumentata capacità di rielaborare i contenuti creando legami e collegamenti tra concetti anche molto distanti tra loro.

Ogni mappa mentale è diversa e personale, e ognuno può crearne sempre di nuove adeguandole o combinandole ad altre tecniche di memorizzazione. Buzan insiste molto sulla creatività personale, che va allenata e stimolata sin dall’infanzia, affinché ogni mappa risulti non solo esauriente dal punto di vista dei contenuti, ma anche gradevole da leggere.

Lo psicologo inglese introduce nelle mappe mentali le cosiddette hookwords, le parole – uncino, collegate tra loro da tentacoli colorati a cui abbinare, eventualmente, forme, colori o disegni secondo quanto suggerito da un altro studioso di tecniche di memorizzazione, il prof. J. D. Novak.

Con tutti questi elementi presenti contemporaneamente, la mappa mentale assume forme astratte estremamente variegate. L’esperienza renderà, nel tempo, questo processo sempre più dinamico ed efficiente e, se associate ad una lettura dai ritmi diversificati, con le Mappe Mentali avrete ottenuto  ricetta vincente per potenziare la vostra memoria.

Valentina Pavan

MASTER LECCO100: al via il secondo incontro tra imprenditorialità e comunicazione interpersonale.

Il Master Comportamentale di Management “Competenza, Convinzione, Cuore” organizzato da Lecco100 prosegue!

Venerdì 10 febbraio si è tenuto il secondo incontro della 7° edizione del master, che quest’anno durerà fino a giugno e avrà come tema principale il “Mercato”, nato in Italia nel XII secolo come luogo di scambio merci e trasformatosi poi nel tempo in una vera e propria istituzione sociale.

La giornata si è aperta con un intervento appassionato di Angelo Cortesi, fondatore e imprenditore di Co.El. Srl, azienda leader nella produzione di molle e componenti elastici in tutto il mondo. 

Il suo speech è iniziato con una definizione di “mercato”, tema su cui verterà il master di quest’anno, per poi presentare la storia della sua azienda, un’avventura durata molti anni sino ad oggi, tra successi e periodi di crisi e culminata con un fatturato di alto livello e più di quindici dipendenti.

Angelo è riuscito grazie al suo intervento a tratteggiare le qualità necessarie per fare impresa oggi: tra queste una sensibilità per il rischio, capacità di coordinare e innovare, oltre ad un atteggiamento sempre ottimista e fortemente motivato allo sviluppo della propria idea di progetto. Una lezione particolarmente interessante la presentazione di come Co.El. sia riuscita nel 2008 a uscire da un momento di difficoltà: attraverso la ridefinizione della mission, la flessibilità delle risorse umane ed un costante miglioramento delle competenze, Co.El. ha saputo trasformare la parola “crisi” in “opportunità”, un’opportunità per crescere più di prima e raggiungere risultati ancora più ambiziosi.

La giornata è quindi proseguita con un secondo intervento a cura di Piero Guasco, docente e formatore, il quale dopo aver preso familiarità con i partecipanti ci ha guidati portandoci alla scoperta della comunicazione interpersonale.

Grazie ad un linguaggio chiaro trasmesso attraverso esempi concreti, Piero ha dimostrato quanto le persone e la distanza possano influire sui nostri atteggiamenti e modi di reagire: ognuno di noi è circondato da quella che si potrebbe definire una “botte”, una distanza di sicurezza oltre la quale scattano particolari meccanismi che definiscono le nostre reazioni. Sono talvolta piccoli dettagli e accorgimenti che definiscono infatti il nostro rapporto con altre persone: uno sguardo, una stretta di mano, una variazione di un gesto abituale. L’intervento è culminato con un’interessantissima analisi della “prima impressione“, dimostrando come il successo di una buona presentazione possa essere riassunto nell’acronimo C.I.A.O., ovvero collegare, informare, apprezzare e ottimismo. Grazie infine al “mercato delle carte” noi studenti del Master Lecco100 abbiamo potuto studiare attraverso un piccolo gioco la nostra personalità per capire come con lo stesso metodo si possano scegliere collaboratori validi per la nostra impresa, bilanciando qualità e personalità in modo eterogeneo e analitico.

Francesco Dell’Oro

 

Partenza del Master 2017. Cinque illustri ospiti portano la loro testimonianza

E’  partita la settima edizione del Master Comportamentale di            Management “Competenza, Convinzione, Cuore”.                                                                                                                                                             La mattinata è iniziata con l’intervento di Walter Cortiana, titolare insieme al fratello della “3C Catene” a Maggianico. Impresa artigianale che produce catene rigororsamente Made in Italy, leader nel suo settore.

   

Cortiana ci ha parlato della sua azienda, fondata dal padre insieme ad un socio , raccontandoci di come per lui e per il fratello, come a suo tempo per il padre, il rapporto umano sia fondamentale per costruire una strategia di successo. Un ambiente lavorativo che rispetta i bisogni e le persone, permette a tutti di crescere insieme e di ottenere grandi risultati anche attraverso la voglia di imparare.

Il secondo relatore è stato Massimo Giupponi, il Direttore Generale della ATS a capo dei distretti di Lecco, Monza e Vimercate.

Ci ha reso partecipi della sua esperienza lavorativa e di quello che è riuscito ad ottenere con determinazione e voglia di mettersi in gioco. Ha poi spiegato il Progetto PRESST che partirà questo mese con l’esperienza pilota della Valsassina.  Una collaborazione tra ATS, comuni, medici di base, farmacisti e volontari Auser per migliorare il welfare del territorio.                                                                                                   “Se vuoi attivare un processo di cambiamento, devi sapere dove vuoi arrivare, avere chiari gli obiettivi e le competenze per farlo, collaborando con gli altri, avendo il coraggio di metterti in discussione e sfruttando le tue capacità in funzione delle ragioni del tuo operato” .

La mattina si è conclusa con l’intervento  dell’         Ing. Giovanni Pastorino, imprenditore lecchese a capo della Deltacalor di Calolzio, che produce radiatori di design e scaldasalviette distribuiti in tutto il mondo.

L’Ing. Pastorino ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della capacità di adeguarsi ai cambiamenti e della differenziazione del proprio prodotto. Andare ad aggredire il  mercato e la concorrenza con prodotti sempre al passo con i tempi e che comprendono attrezzature produttive all’avanguardia.                                                            Un aneddoto per capire la loro cultura organizzativa : Pastorino tiene le riunioni con i rappresentanti delle diverse funzioni aziendali in una tavola rotonda dove tutti sono liberi di esprimere la propria opinione in merito all’argomento trattato, in modo che possano sentirsi a proprio agio e possano fornire un contributo importante.

Il pomeriggio è iniziato con con la testimonianza di Mariangela Tentori, Cittadina Benemerita lecchese, titolare dell’omonimo studio di comunicazione.

La sua passione per la letteratura, quella manzoniana in particolare, si è trasformata in un progetto su più fronti, sempre legato all’editoria, attraverso la realizzazione di libri come “La leggenda della Grigna” parte del cui ricavato andrà ad una Onlus e i “Promessi Sposi a fumetti” per il quale ha ottenuto il riconoscimento lecchese.                                                                                                                                         Il messaggio della dott.sa Tentori è legato alla cultura e alla valorizzazione del territorio lecchese che sta cercando di sviluppare attraverso “M@nzoni Social“, il diario scolastico che stimola l’apprendimento all’interno delle scuole. Piccole guide che raccontano, illustrandoli, i percorsi manzoniani, sia quelli lacustri che quelli montani.

L’ultima testimonianza della giornata è stata quella del dott. Antonio Peccati, presidente di ConfCommercio Lecco e manager di un importante istituto finanziario internazionale, dove gestisce più di 700 promotori finanziari in tutta Italia.

Peccati grande appassionato di montagna ed ex atleta di alpinismo, ci ha portato l’esempio della corda in una scalata e del suo duplice valore. La corda per chi sta salendo rappresenta il filo tra la vita e la morte, collegato a chi sta sotto; per chi la tiene dal basso rappresenta uno strumento per capire la situazione dell’arrampicatore, se tutto procede per il meglio o se si trova in difficoltà. La corda pur essendo una esperienza di vita vissuta è anche una metafora : bisogna fare squadra e imparare a fidarsi degli altri per raggiungere i risultati che si ottengono anche attraverso l’abnegazione e la passione per quello che si fa.                                              Ha infine spiegato il focus e gli sforzi che ConfCommercio sta approntando per sviluppare a Lecco turismo con progettualità.

Durante la giornata sono intervenuti anche l’ing. Maria Celeste Dossi, partecipante al Master 2015, che ha testimoniato come per lei questo Master abbia rappresentato un importante cambiamento di vita e Piero Guasco, uno dei formatori che ci accompagnerà e guiderà nei prossimi mesi.

Matteo Piffaretti

Testimonial #20

simone valaperta

Simone Valaperta

Essere la persona che conclude questo ciclo di storie “vincenti” è per me grande onore, come lo è stato affrontare nel 2015 questo percorso di studi. Mi presento:  sono Simone Valaperta, tecnico esperto in gestione ambientale e recupero del territorio specializzato in sviluppo sostenibile. Mi occupo di formazione e inserimento di persone disabili e svantaggiate nel mercato del lavoro, con particolare riferimento all’ inclusione lavorativa in campo agricolo attraverso un progetto finanziato da Regione Lombardia e denominato “Agricoltura Sociale Lombardia”.

Ho sempre desiderato fare questo tipo di lavoro e lo faccio con semplicità, passione e orgoglio, ma se sono qui a raccontarlo oggi, una grossa parte di quello che sono lo devo a questo Master. Ho frequentato questo corso, su consiglio di una amica, perché ritengo che la formazione continua sia l’ arma più utile a disposizione sia per la crescita personale che quella lavorativa. Grazie ad Angelo, ad Alessio, a Piero e ad una serie di altri grandi imprenditori locali ho potuto imparare molte nozioni, ma soprattutto ho compreso le dinamiche economiche e relazionali che stanno alla base del sistema lavorativo lecchese, elementi essenziali nella mia attuale vita lavorativa.

Un grazie sincero a tutto il comitato didattico e un grosso in bocca al lupo a tutti coloro che stanno frequentando o frequenteranno il Master: lavorare su voi stessi per essere ciò che amate fare.

Testimonial #19

esposito

Domenico Esposito

Collaboro con l’associazione Lecco 100 dal 2011, all’inizio come tutor e successivamente, dal 2012 come docente. Fin da subito, l’idea di trasmettere alle nuove generazioni l’esperienza raccolta nelle aziende più storiche del territorio Lecchese, mi aveva interessato, ma è il motto “Competenza, Convinzione, Cuore”, che ha suscitato in me il desiderio di collaborare più attivamente. Quelle parole sembravano scritte appositamente per me.

Nel corso della mia vita, l’esperienza professionale si è spesso incrociata con quella personale.

Ringrazierò sempre le aziende per cui ho lavorato, per aver creduto nelle mie capacità ed avermi dato l’opportunità di accrescere le mie competenze. Ma sono le persone che ho conosciuto in tutti questi anni, con cui ho condiviso parte del mio percorso di vita, che più di tutto hanno lasciato un segno indelebile nella mia personalità.
Queste persone mi hanno trasmesso l’importanza e la responsabilità di portare a compimento con determinazione gli impegni presi, il desiderio di migliorarmi sempre e di non fermarmi mai alla superficie delle cose. Dall’esempio diretto che ho ricevuto durante la mia esperienza di vita, ho cercato di raccogliere il meglio e tutto questo ha influito su di me rendendomi quello che sono.

Per questo oggi posso dire di essere la sintesi di tutte le esperienze e personalità che ho incontrato fin qui. Spero un giorno di poter ricambiare a mia volta con il buon esempio e disponibilità verso gli altri, tutti coloro che mi hanno regalato tanto, senza mai avermi chiesto nulla in cambio.

In fondo quale ambizione più grande possiamo coltivare, se non l’umana speranza di influire positivamente sulle persone che ci stanno accanto, di trasmettere loro qualcosa di utile, della consapevolezza di averne contribuito il successo, e di aver influito positivamente su di loro? Personalmente sento questa responsabilità, e ringrazio Lecco 100 di darmi la possibilità di potermi in parte sdebitare.

Ancora oggi questa è la motivazione più importante con cui collaboro e con cui cerco di partecipare attivamente al master di Lecco 100.
Il mio impegno è relativamente poco in confronto alle energie e tempo speso da chi gestisce l’organizzazione dell’associazione e a loro va la mia più sincera ammirazione, perché sono convinto che sono motivati dalle mie stesse intenzioni, ma con maggiore concretezza di quanto io riesca a fare.

Ogni anno investo una giornata del mio tempo per svolgere un corso sul “public speaking”, portando in aula la mia esperienza di formatore. Ma in realtà devo ammettere di ricevere molto di più di quanto io riesca a dare.
Le gratificazioni che ricevo sono nettamente superiori all’impegno personale che mi costa condurre la lezione.

Ogni anno, incontro persone genuine, animate di buona volontà, con la voglia di apprendere e di confrontarsi. Come non essere coinvolti da tanto entusiasmo?

Sento che la strada intrapresa dall’associazione è quella giusta: dare alle nuove generazioni esempi positivi, trasmettere loro speranza e fiducia, l’esperienza e la tradizione di un territorio ricco di opportunità, di storia e di storie di successo, in cui sono le persone a fare la differenza.

Tutto questo per costruire insieme un nuovo futuro, che basandosi su solidi radici, accresca i valori di un’intera comunità.
Lecco 100 è un esempio concreto di cosa ognuno di noi potrebbe fare con un minimo di investimento del proprio tempo e di quanto l’intera comunità potrebbe ricevere  per il futuro del territorio e per la società intera.

Sentirmi, anche se in minima parte, partecipe a tutto questo, mi rende orgoglioso ed infinitamente grato.

Grazie, Domenico Esposito.

il patrimonio imprenditoriale per fare impresa in un mercato che seleziona

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi