Testimonial #19

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Domenico Esposito

Collaboro con l’associazione Lecco 100 dal 2011, all’inizio come tutor e successivamente, dal 2012 come docente. Fin da subito, l’idea di trasmettere alle nuove generazioni l’esperienza raccolta nelle aziende più storiche del territorio Lecchese, mi aveva interessato, ma è il motto “Competenza, Convinzione, Cuore”, che ha suscitato in me il desiderio di collaborare più attivamente. Quelle parole sembravano scritte appositamente per me.

Nel corso della mia vita, l’esperienza professionale si è spesso incrociata con quella personale.

Ringrazierò sempre le aziende per cui ho lavorato, per aver creduto nelle mie capacità ed avermi dato l’opportunità di accrescere le mie competenze. Ma sono le persone che ho conosciuto in tutti questi anni, con cui ho condiviso parte del mio percorso di vita, che più di tutto hanno lasciato un segno indelebile nella mia personalità.
Queste persone mi hanno trasmesso l’importanza e la responsabilità di portare a compimento con determinazione gli impegni presi, il desiderio di migliorarmi sempre e di non fermarmi mai alla superficie delle cose. Dall’esempio diretto che ho ricevuto durante la mia esperienza di vita, ho cercato di raccogliere il meglio e tutto questo ha influito su di me rendendomi quello che sono.

Per questo oggi posso dire di essere la sintesi di tutte le esperienze e personalità che ho incontrato fin qui. Spero un giorno di poter ricambiare a mia volta con il buon esempio e disponibilità verso gli altri, tutti coloro che mi hanno regalato tanto, senza mai avermi chiesto nulla in cambio.

In fondo quale ambizione più grande possiamo coltivare, se non l’umana speranza di influire positivamente sulle persone che ci stanno accanto, di trasmettere loro qualcosa di utile, della consapevolezza di averne contribuito il successo, e di aver influito positivamente su di loro? Personalmente sento questa responsabilità, e ringrazio Lecco 100 di darmi la possibilità di potermi in parte sdebitare.

Ancora oggi questa è la motivazione più importante con cui collaboro e con cui cerco di partecipare attivamente al master di Lecco 100.
Il mio impegno è relativamente poco in confronto alle energie e tempo speso da chi gestisce l’organizzazione dell’associazione e a loro va la mia più sincera ammirazione, perché sono convinto che sono motivati dalle mie stesse intenzioni, ma con maggiore concretezza di quanto io riesca a fare.

Ogni anno investo una giornata del mio tempo per svolgere un corso sul “public speaking”, portando in aula la mia esperienza di formatore. Ma in realtà devo ammettere di ricevere molto di più di quanto io riesca a dare.
Le gratificazioni che ricevo sono nettamente superiori all’impegno personale che mi costa condurre la lezione.

Ogni anno, incontro persone genuine, animate di buona volontà, con la voglia di apprendere e di confrontarsi. Come non essere coinvolti da tanto entusiasmo?

Sento che la strada intrapresa dall’associazione è quella giusta: dare alle nuove generazioni esempi positivi, trasmettere loro speranza e fiducia, l’esperienza e la tradizione di un territorio ricco di opportunità, di storia e di storie di successo, in cui sono le persone a fare la differenza.

Tutto questo per costruire insieme un nuovo futuro, che basandosi su solidi radici, accresca i valori di un’intera comunità.
Lecco 100 è un esempio concreto di cosa ognuno di noi potrebbe fare con un minimo di investimento del proprio tempo e di quanto l’intera comunità potrebbe ricevere  per il futuro del territorio e per la società intera.

Sentirmi, anche se in minima parte, partecipe a tutto questo, mi rende orgoglioso ed infinitamente grato.

Grazie, Domenico Esposito.

Testimonial #18

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GIADA BRUNO

 

Ho 28 anni – ho studiato mediazione linguistica e poi lingue per la comunicazione e la cooperazione internazionale alla Statale di Milano.
Dopo qualche esperienza di stage in settori diversi (vendita online di servizi nel settore del fotovoltaico – politica estera presso l’Ufficio Politico dell’Ambasciata Italiana a Berlino) ho trovato la mia dimensione come commerciale estero in un’azienda che produce mobili d’ufficio. Le mie mansioni sono quelle classiche di un impiegato commerciale: seguire il cliente dalla preventivazione al post-vendita passando attraverso la gestione dell’ordine (inserimento dell’ordine – gestione dei pagamenti e della spedizione), partecipando a fiere di settore in Italia e Germania.
Provenendo da una formazione di area linguistica, il master mi ha messo alla prova, permettendomi di affrontare temi nuovi, più vicini all’ambito economico e di comunicazione. Più che conoscenze teoriche, mi ha insegnato molto sulle relazioni umane. Avendo frequentato Lecco 100 durante la preparazione della tesi, la parte che allora ho reputato più utile riguardava il comportamento durante un colloquio di lavoro.
A livello di interesse personale, mi è piaciuta molto la parte sulla responsabilità sociale, tema che ho scelto per la tesina di fine corso. Sono molto grata ad Angelo Belgeri, tra le altre cose, per avermi proposto di partecipare ad una conferenza sulla responsabilità sociale e sul suo ruolo nel territorio, in qualità di membro di una rete di imprese, tenutasi presso l’Università di Pavia.
Giada

Lezione del 25-05. Leadership, Collaborazione e Networking.

Il primo ospite della giornata di Venerdi 20 maggio è stato il          Maggiore Gaetano La Rocca, Comandante dell’ Arma dei       Carabinieri di Lecco, che ha raccontato la propria carriera, presentando la distribuzione dei diversi gradi e l’organizzazione nel corpo dell’arma. E’ stato interessante ascoltare come avviene la suddivisioni dei ruoli e i relativi compiti da svolgere all’interno di una caserma e di quante responsabilità bisogna prendersi a carico per espletare il proprio lavoro in modo corretto.

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Durante il suo intervento che aveva come tema centrale la       “Leadership” ne é stato proposto  un concetto, ovvero: un processo volto a influenzare un gruppo per il conseguimento di un obiettivo comune, aggregando consenso e condivisione. E’ fondamentale mantenere, rafforzare il gruppo e conseguire gli scopi prefissati.

Un Leader possiede carisma, ha fiducia nei propri collaboratori che si aiutano a vicenda a rialzarsi, è fiducioso e sa cosa significa l’importanza delle fede (non in campo religioso) e di dare l’esempio, inspirare gli altri o essere inspirato. Essere umile soprattutto ad imparare perché la formazione è constante in quanto strettamente connessa ad affrontare il cambiamento.

La gestione del cambiamento è intrinseca nella crescita ed affrontarla in maniera proattiva permette di prevedere il mutamento, anticipandolo. Il comportamento proattivo è fondato sulla comprensione della realtà, l’ascolto degli altri, la diagnosi dei problemi e il governo del rischio. L’energia del gruppo deve spingersi verso la soluzione, allontanandosi dai problemi. La chiave del dialogo è la comunicazione pragmatica: chiedere e persuadere anziché minacciare e forzare. L’impegno è sempre ben pagato e deve portare ad un risultato equilibrando queste due parti alla fine ci si arriva.

Il secondo ospite della mattinata è stato l’Amministratore Delegato della Techno Trade Group : Franco Paltani che ha illustrato il “Progetto di Aggregazione TTG”.  L’apertura dell’intervento è stata ad effetto: di fondamentale importanza è la relazione perché è questa che fa fare carriera.

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TTG è una sigla che racchiude gli aims del progetto ovvero diversi concetti quali:         -difesa del territorio – dimensioni medie – stock e liquidità – margini – marketing          – modello di business.

Alla base serve una mentalità forte e diversa soprattutto durante la crisi.

Ed è stata proprio questa ad avere la meglio alla nascita di questo progetto: avere fiducia nel futuro, se si vuole crescere bisogna investire. La strategia di base del TTG è il rafforzamento strutturale: -condivisione degli stock  – strutturazione del marketing –  nuove politiche di relazione coi fornitori  – allargamento della gamma dei prodotti –  mantenere marchio privato.

I partners di questo progetto non sono visti come concorrenti o nemici ma come amici, non concorrenti e colleghi: la relazione è fondamentale in queste condizioni. La strategia alla base del progetto TTG è che da bottega distributiva si è passati ad azienda distributiva. Serve professionalità, competenze e pazienza.

Il tutto si è concluso con una celebre citazione di Seneca “La fortuna non esiste. E’ solo il momento in cui il talento incontra l’opportunità.”

Nel primo pomeriggio abbiamo seguito la testimonianza del Direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti che ha inquadrato ed illustrato un tema oramai dibattuto quotidianamente: “La sfida delle migrazioni” .gualzetti

Ci è stata posta una domanda: “Cosa c’è in gioco?”: siamo di fronte ad un cambio di paradigma, il mondo è cambiato, non possiamo sottrarci all’immigrazione. L’Europa è diventata la prima destinataria. La rabbia o la commozione non servono, ma occorre attrezzarsi attraverso la conoscenza delle cause e la comprensione del fenomeno con competenza e progettazione attraverso un’azione coerente anche in situazioni di emergenza. Viviamo oramai in un mondo globalizzato: 1 miliardo di persone si spostano ogni anno per viaggi di piacere.

In Italia vivono 5 milioni di immigrati su 60 milioni di abitanti e non mancano caratterizzazioni disumanizzanti come: i clandestini che rappresentano l’immigrato come un problema anche se in realtà sono una risorsa e ne abbiamo bisogno. Rappresentano una risorsa economica anziché un costo.

Si è concluso questo intervento con un consiglio rivolto alla società: Leggere la mobilità come sfida per crescere verso la pace e relazioni più giuste non solo paura e xenofobia, ma solidarietà e bene comune. Bisogna imparare a costruire ponti non muri: o integrazione o integralismi ed avere più speranza anziché paura come ce l’hanno loro che affrontano un viaggio del genere.

L’ultimo ospite della giornata è stato Walter Cortiana che lavora con suo fratello come artigiano nella propria azienda a conduzione familiare, 3C Catene: produce catene di alta qualità, made in Italy.Cortiana_Lecco100

Per far fronte ai cambiamenti, dal 2000 hanno iniziato a cambiare mentalità entrando a far parte di una rete d’imprese. L’obiettivo primario è stato lo scambio di esperienze lavorative poi in secondo luogo i rapporti hanno iniziato ad accrescere ed ora ben 5 imprese lecchesi ne fanno parte. Condividono gli stessi valori, principi ed   un “obiettivo comune”: andare su mercati che difficilmente sarebbero raggiungibili singolarmente ad esempio Brasile, Russia, Magreb,.. Il motore di tutto ciò è il saper continuare a reinventarsi per andare avanti.

In conclusione al suo intervento Walter ci ha lasciato un consiglio davvero prezioso:  trovare un lavoro che permetta di costruire un bagaglio di competenze per affrontare il futuro.

Testimonial #17

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Fabrizio Arrigoni

Il Master Lecco100 è stata per me l’occasione di fermarmi a riflettere sul mio percorso di crescita personale, professionale e sociale. I vari master frequentati negli ultimi anni in programmazione neurolinguistica, coaching e l’esperienza nel Gruppo Sportivo Aurora San Francesco sono stati i pilastri che mi hanno permesso di crescere e di fornire un contributo agli altri attraverso le capacità sviluppate.

Ho conosciuto Angelo Belgeri ed il progetto Lecco100 proprio grazie al gruppo sportivo ed agli amici Peppino Ciresa e Matteo Abate. Da subito con Angelo c’è stata una totale condivisione di valori e della necessità di “fare rete” al servizio dei ragazzi infatti nel corso degli anni qualche ragazzo del gruppo sportivo ha avuto la possibilità di partecipare a questa importante esperienza formativa.

Il ringraziamento più̀ sentito e il ricordo più bello è per i miei compagni di viaggio, la mia compagna di banco e ottima istruttrice minibasket Viviana: ragazzi giovani, speciali, veri talenti professionali ma soprattutto persone che ho imparato a conoscere ed apprezzare dal punto di vista umano in quanto una sana, onesta e vera relazione per me è ciò̀ che più̀ conta e di questi tempi merce assai rara.

Ragazzi la Vostra energia positiva è stata contagiosa: le nostre esperienze personali e professionali del tutto diverse hanno contribuito a creare un TEAM di grande valore e di cui sono orgoglioso di aver fatto parte.

Altro importante ringraziamento al mio BIG TUTOR Angelo Cortesi dell’azienda Co.el s.r.l. (www.coelsrl.it). Angelo è un vulcano, sprizza energia e passione da tutti i pori quando parla della sua famiglia, della sua azienda, dell’Associazione Mollifici Italiani (www.anccem.org) e della Proloco, realtà̀ di cui è presidente.

Le ore trascorse con Angelo sono state davvero preziose sia dal punto di vista professionale ma anche e soprattutto dal punto di vista umano e sociale attraverso la condivisione di valori etici di primaria importanza.

Un’altra grande testimonianza vera, vissuta, concreta (come piace a me…) di come si possa essere e fare l’imprenditore pur trovando le energie ed il tempo per dedicarsi agli altri costruendo una rete di relazioni che crea valore per tutti.

Infine un ringraziamento per i formatori, gli imprenditori ed i manager che hanno contributo a dare valore al master attraverso le loro testimonianze: un vero mix esplosivo di esperienze professionali e di vita.

Questo è forse ciò che fa la differenza rispetto ad altre opportunità formative.

Ciò che più̀ desidero è operare e contribuire a creare un contesto in cui le persone si relazionino con fiducia le une con le altre, in cui ognuno possa scoprire ed utilizzare il proprio potenziale, in cui la relazione sia un catalizzatore di effetti positivi per sé e per gli altri, in cui ogni piccolo passo verso il cambiamento sia riconosciuto, apprezzato e celebrato come merita ogni grande evento!

Lunga vita al progetto Lecco 100, per i giovani un ponte sul loro futuro!

 

Testimonial #16

MARZIA GAMBAROTTI

Marzia Gambarotti

Un’esperienza come il Master Lecco100 da quel qualcosa in più che un giorno può fare la differenza… Io ho intrapreso quest’avventura per curiosità, non sapendo cosa mi avrebbe lasciato e se mi sarebbe mai servita ma, a 5 anni dalla partecipazione al Master, posso dire che un pezzetto di quella che sono lo devo anche a quello. Oggi ho 28 anni e ho un lavoro che mi piace molto, in cui cerco ogni giorno di dare il meglio di me stessa. E devo dire che su tanti aspetti mi ispiro ancora al bagaglio di informazioni e nozioni che ho appreso allora. A differenza dell’Università che mi ha insegnato molti concetti teorici, dal Master Lecco100 ho capito come meglio agire in una situazione per cercare di trarne il risultato migliore. Mi auguro che il progetto del Master continui a crescere negli anni per dare una marcia in più a tanti altri ragazzi che, come me, si affacciano nel mondo del lavoro.

Testimonial #15

Giulio Criscuolo

Giulio Criscuolo, 27 anni.

 

Laureato in Ingegneria Gestionale (specialistica in sostenibilità ed energia) e da 4 anni lavoro come International Special Flow Specialist presso il gruppo Rhiag, distributore a livello europeo di ricambi per auto nell’aftermarket. Il master lecco100 mi è servito sopratutto perchè si focalizza sulla gestione delle relazioni e delle emozioni, e nel mio lavoro devo sempre confrontarmi con figure di diverse direzioni aziendali, ognuna coi propri obiettivi e punti fermi a cui non può e non vuole rinunciare. Quindi capire in che modo porsi di fronte alle persone in determinate situazioni, ti porta poi a raggiungere risultati condivisi, senza mai perdere di vista gli obiettivi.

 

Lezione del 13 maggio. Una “self made woman”, un “no comfort” man ed i colloqui di lavoro 2° parte – la ricerca del lavoro “perduto”

La mattinata del 13 Maggio si è aperta con la testimonianza dell’imprenditrice Loretta Lazzarini, che, ripercorrendo la propria storia professionale e personale, ha elettrizzato i partecipanti del master con il suo entusiasmo e la sua energia.

foto LORETTA LAZZARINI
In una situazione lavorativa confusa e senza indicazioni come quella attuale, la voce di Loretta ha dato una direzione forte e chiara.
Ciò che da sempre l’ha contraddistinta nell’arco degli anni sono stati l’entusiasmo, l’ambizione, la voglia di approfondire e di accrescere le proprie conoscenze.
Dopo aver lavorato per 15 anni presso un’impresa edile, decide di scommettere su se stessa e avvia quindi la propria attività, con l’obiettivo di occuparsi a 360° del mondo immobiliare.
Loretta ci ha dimostrato attraverso i fatti che il segreto del suo successo è stato prettamente dato dalla volontà di sfidare continuamente se stessa e dal porsi obiettivi sempre più alti, tutti organizzati con un’ottima strategia -ossia con un metodo- ed un’efficiente gestione del tempo.

E’ attraverso l’impegno nel lavoro, infatti, che riesce ad emergere il nostro talento. E’ all’interno di un progetto che le abilità diventano competenze e si acquisisce consapevolezza e fiducia nelle proprie forze.
L’onestà nei confronti dei clienti e dei collaboratori è inoltre la base fondamentale che permette sul lungo periodo ad un’impresa di farsi un buon nome e di essere considerata seria, affidabile e trasparente.
Un’altra stella fissa di Loretta è la formazione continua, una persona istruita infatti amplia le sue prospettive ed acquisisce professionalità sempre più specifica. Per questo è essenziale che parte del tempo e delle risorse siano investite nella ricerca di formatori eccellenti e nel caso di Loretta, il metodo Mike Ferry è stato una rivoluzione, che l’ha portata a veder crescere vertiginosamente il suo volume d’affari.
Fortemente impegnata in politica e madre di due splendidi ragazzi, Loretta è attualmente presidentessa delle donne imprenditrici della Camera di Commercio di Lecco ed ha sottolineato l’importante apporto delle donne nel campo lavorativo, dando in prima persona l’esempio.
“Non sono una superwoman” ha fatto notare verso la fine Loretta. Anche a lei infatti la vita ha riservato dei momenti difficili che ha affrontato con l’importante sostegno dei familiari e del marito.  Le crisi inoltre, in una prospettiva più ampia, devono essere fronteggiate con prontezza e disposizione al cambiamento, sapendo di poter contare sui propri traguardi raggiunti con sforzo ed impegno e anche con  eleganza e  stile.
La testimonianza successiva è venuta da Giuseppe Brusadelli, imprenditore che per la prima volta ha dato il proprio contributo al master Lecco100.

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Giuseppe, laureato dapprima in economia e poi impiegato in banca, decide ad un certo punto di uscire dalla propria “zona comfort”, compiendo il grande passo dell’attività in proprio.
Apre così lo StudioBrusadelli che offre servizio di consulenza finanziaria alle piccole e medie imprese.

Abbiamo parlato di Businnes Plan, ossia del documento attraverso cui viene presentato il piano di fattibilità. Grazie al piano di fattibilità l’azienda riesce ad ottenere una serie di dati utili a portare avanti i propri progetti e sopratutto ad ottenere finanziamenti.
In seguito alla crisi, infatti, l’ambiente bancario è diventato sempre più reticente a concedere prestiti e richiede garanzie sempre più solide e dettagliate. Per questo è utile saper “parlare” il linguaggio numerico richiesto dalle banche e presentarsi già preparati rispetto ai dati e alle documentazioni necessarie per poter dare credibilità e sostenibilità al proprio progetto.
Di seguito alla spiegazione tecnica, Giuseppe ha sottolineato l’importanza del mettere in campo le nuove idee e del necessario lavoro di network attraverso portali come facebook o linkedin che ci permettono di sviluppare un “personal branding” competitivo.
Giuseppe Brusadelli inoltre ha messo l’accento sul continuo aggiornamento professionale nelle proprie aree di competenza attraverso podcast, libri, materiali online, eventi e conferenze.  Conoscenze che lui stesso ha provveduto a condividere nel suo blog http://farenumeri.it, di cui recentemente la pagina facebook ha “fatto i numeri” di 100 like.

 

Nel pomeriggio Mario Attilio Ostidich ha proseguito con la tematica cominciata la settimana precedente riguardo i colloqui di lavoro.
Inizialmente è stata avviata un’esercitazione di autoanalisi che ha visto alcuni dei partecipanti del master parlare delle proprie esperienze passate o attuali in campo lavorativo. Durante il dialogo aperto l’accento è stato messo sui valori-guida che spingono una persona a non demordere, ad affrontare le difficoltà e a fare sacrifici in vista di un obiettivo maggiore come la realizzazione personale o la volontà di creare una famiglia.

In seguito abbiamo analizzato alcuni esempi di “lettera d’accompagnamento” e di curriculum vitae, commentandone i pregi e le carenze e cercando di metterci dal punto di vista di un selezionatore di personale.
In seguito il signor Ostidich, vestendo “i panni” di un giovane d’oggi in cerca di lavoro, ha effettuato delle ricerche statistiche per tentare di definire le migliori scuole ed università italiane, le città autoctone o europee in cui si vive meglio, i lavori meglio retribuiti ed i paesi in cui la differenza di retribuzione tra uomo e donna è minima.
Dal punto di vista di una persona che ha avuto molti anni di esperienza, Mario Ostidich ritiene che il mondo odierno sia pieno di possibilità e che al fondo di tutto ci deve essere la persona, tesa ad un continuo miglioramento sia dal punto di vista attivo, sia dal punto di vista ricettivo.
Un validissimo esempio di come l’esperienza possa essere fonte di ispirazione e l’anzianità possa essere intesa come un valore e come un’utile guida per le nuove generazioni.
Luna Dell’Oro

Testimonial #14

Cristina Pedretti

cristina pedrettiHo frequentato  il master Lecco 100 nel 2013, mentre insegnavo collaborando come libera professionista  presso i centri di formazione professionale Enaip e Fondazione Luigi Clerici.
Il percorso ha stimolato il mio naturale interesse per la formazione  e lo sviluppo personale, catalizzando un processo di crescita che forse avrebbe tardato ad emergere  autonomamente.
Nel complesso, il vantaggio  maggiore che ne ho tratto  sono stati una maggior consapevolezza  delle mie potenzialità e una rete di relazioni  che continuo ad alimentare  a ormai  tre anni di distanza. Ora lavoro come progettista e project manager nell’ambito dell’innovazione didattica, curando percorsi di formazione per docenti e proseguendo la mia formazione personale: al momento sto seguendo un master per Esperti di Didattica assistita dalle nuove tecnologie ed altri percorsi di certificazione paralleli (in PNL e certificazioni Apple).

Lezione del 06 Maggio. LA MEDIAZIONE ED I COLLOQUI DI LAVORO – 1° parte

La giornata del 06 maggio 2016 si apre con l’intervento del Dott. Commercialista Massimiliano Ferrari per affrontare il tema della mediazione. Dopo una breve presentazione in cui il docente sottolinea quali sono le aree in cui si trova ad operare, tra cui vi è quello della mediazione, si entra nel vivo del tema.

Il termine mediazione in senso generale lo si può attribuire a molti ambiti, da quello legale alla linguistica; ciò di cui ci siamo occupati durante la giornata di master si riferisce al primo. Per prima cosa sono state introdotte le PROCEDURE STRAGIUDIZIALI DELLE CONTROVERSIE . Infatti due persone in conflitto possono mettersi d’accordo senza ricorrere al giudizio: in questo caso si parla di MEDIAZIONE CIVILE o COMMERCIALE, un tempo indicata con il termine CONCILIAZIONE. Solo dal 2010 con il termine CONCILIAZIONE si inizierà ad indicare l’accordo, frutto della mediazione.

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Il meccanismo della mediazione necessita di una terza parte: il MEDIATORE. Per capire meglio chi sia e quali siano le sue mansioni occorre precisare che non si tratta né di un ARBITRO né di un GIUDICE.

Può essere utile evidenziare quali sono le caratteristiche del buon mediatore:

  • inizia presentandosi e dicendo qual è il suo ruolo, sottolineando che è assolutamente NEUTRALE;
  • per dare maggior solidità a favore della sua neutralità NON DEVE MAI DARE RAGIONE a una delle due parti;
  • deve stare molto attento anche alla COMUNICAZIONE NON-VERBALE : non annuire, non stare troppo avanti o indietro col busto sol per citare alcuni esempi;
  • deve dare lo stesso tempo per esporre i fatti ad entrambe le parti;
  • deve fare molte domande aperte;
  • cerca di mettere a loro agio le parti poiché lasciarle sfogare spesso è necessario per arrivare ad un accordo;
  • deve specificare che tutto ciò che succede in sede di mediazione è assolutamente riservato e inutilizzabile in qualsiasi altra sede in modo da rendere più tranquille le due parti;
  • cerca di aiutarle lasciandole parlare liberamente e ALLARGANDO GLI ARGOMENTI, ovvero collegandosi ad argomenti non direttamente legati alla disputa ma che possono rivelarsi fondamentali per la sua risoluzione ( cosa che non è possibile fare in giudizio);
  • se necessario può sentire le parti separatamente ( ovviamente entrambe ) e utilizzare ciò che è emerso per aiutarle a trovare un accordo solo nel caso in cui le parti autorizzino il mediatore a esplicitare ciò che è emerso nel colloquio separato;
  • deve cercare di mettere in evidenza i LATI POSITIVI;
  • NON DECIDE ma semplicemente FACILITA le parti a poter decidere come risolvere la lite; è questo il principale elemento che li differenzia da un giudice o arbitro che invece emetto una sentenza;
  • utilizza TECNICHE DI MEDIAZIONE ;

La MEDIAZIONE è più vantaggiosa se paragonata al giudizio in quanto presenta :

  • tempi e costi ridotti;
  • una ridotta burocrazia;
  • dopo un tentativo di mediazione si può comunque andare in tribunale;
  • approccio a 360° ;
  • cerca soluzioni condivise;
  • crea accordi duraturi;

Occorre precisare cosa si intende per ‘approccio a 360°’ : significa, attraverso le tecniche della mediazione, spostare le parti dalla POSIZIONE, quello che emerge, all’INTERESSE, ossia quello che davvero vogliono ottenere ; se risulta che l’interesse per entrambe le parti è il medesimo generalmente è molto difficile risolvere la controversia.

Quella che è stata appena descritta è la MEDIAZIONE CIVILE, che può essere FACILITATIVA oppure VALUTATIVA. In questo secondo caso il mediatore cerca di suggerire una soluzione o di dare un consiglio, cosa assente nel primo caso.

Un altro tipo di mediazione è quella TRIBUTARIA: questa riguarda soluzioni che coinvolgono il fisco e infatti si parla di CONTENZIOSO FISCALE. Generalmente quando si ha un RECLAMO si procede o con l’annullamento dell’atto oppure con una MEDIAZIONE TRIBUTARIA, all’interno del contenzioso fiscale che si occupa di gestire i problemi con l’agenzia delle entrate, equitalia ed altri organi simili.

In  questo tipo di mediazione quindi le due parti risultano essere lo STATO e il CONTRIBUENTE, e lo scopo risulta essere lo stesso di quella civile, ossia cercare di trovare una soluzione senza arrivare al tribunale. Sebbene si chiami mediazione non vi è in questo caso un vero e proprio mediatore ma semplicemente le due  parti. Per questo motivo il dott. Ferrari ha cercato di evidenziare quali caratteristiche della mediazione civile potessero essere portare a quella tributaria al fine di migliorarla; prima fra tutte la possibilità di spostare il fisco dalla posizione all’interesse.

Il pomeriggio invece ha visto come protagonista  il dott. Mario Attilio Ostidich che ha affrontato il tema dei colloqui di lavoro.  Per prima cosa è stato evidenziata la differenza tra OCCUPAZIONE ed OCCUPABILITA’ (EMPLOYABILITY): la prima si riferisce al lavoro mentre la seconda rappresenta la capacità di trovare, mantenere e cambiare un posto di lavoro rimanendo sempre sulla “cresta dell’onda”.

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Entrando più nel merito della questione il dott. Ostidich si sofferma sulla valutazione dei CV: essi ormai si presentano scadenti, tutti uguali o molto simili (colpa dei formati europei), con informazioni fasulle in cui ci si vende come “fotomodelle disposte a tutto” ; la mancanza di sincerità rappresenta il problema principale.

CV e colloqui d’altronde sono ancora il mezzo per assumere più utilizzato anche se  oggi i social sono moto importanti: la reputazione in rete è fondamentale, costruirsi un buon profilo linkedin ad esempio può aiutare molto. Bisogna quindi evitare di pubblicare sui social network tutto ciò che potrebbe compromettere una carriera professionale.

Il problema  reale è trovare la propria identità e riuscire a comunicarla con comportamenti e modi di fare.

Andare a  cercare lavoro difatti è un lavoro di marketing: riesco se ho un prodotto di qualità soddisfacente in rapporto al mercato, ovvero che sappia rispondere alle esigenze della domanda.

Dopo questa panoramica generale il dott. Ostidich evidenzia come agisce un buon selezionatore :

  • scartare i piantagrane perché moltiplicano i problemi;
  • non assumere persone troppo insicure, nemmeno se brave, perché fanno perdere tempo;
  • non assumere persone troppo sicure di sé perché tendono ad essere troppo autonome e non si coordinano con gli altri;
  • a seconda del tipo di lavoro cerca una persona che abbia quelle caratteristiche, come ad esempio creatività piuttosto che meticolosità;

Colui che cerca lavoro invece deve:

  • essere sincero;
  • dare del Lei;
  • non dire mai “mi va bene qualsiasi cosa”;
  • mostrare sempre garbo, orgoglio, dignità senza però essere aggressivi o arroganti;
  • trovare le motivazioni;
  • essere puntuale e curato nell’abbigliamento;
  • salutare dando la mano con garbo;
  • ascoltare;
  • controllare la gestualità;
  • mostrare di conoscere l’azienda in cui si vorrebbe entrare a lavorare;
  • limitare l’ansia;

Nel mondo del lavoro le azienda usano strumenti e consuetudini che non insegna l’università; per questo motivo ci vuole:

  • volontà di capire;
  • capacità di agire con entusiasmo, volontà e prudenza;
  • mantenere dei buoni rapporti interpersonali;

Al lavoro bisogna starci 8 ore al girono e quindi se non ci si trova bene diventa pesante.

La giornata si conclude riprendendo il concetto con cui si era aperto il pomeriggio : OCCUPAZIONE VS OCCUPABILITA’, passando attraverso temi collegati al tema del lavoro come quello della crisi.

 

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